Premessa
L’evoluzione umana ha avuto varie tappe lungo varie ere. Mi guardo bene dal dilungarmi sull’elenco delle stesse anche perchè sarei il primo a rimanerne annoiato. Non ho certo le competenze sociologiche necessarie per un’analisi completa quindi mi fermerò ad un livello superficiale, rimandando l’approfondimento a quanti vorranno partecipare (anche perchè così saremmo perfettamente on topic).
Disclaimer
Attenzione post molto lungo, può provocare profonde riflessioni, aprire con cautela.
Il terzo millennio grazie all’avvento delle nuove tecnologie sta influenzando in maniera maggiore che in passato la società ed il nostro modo di vivere. Questo è risaputo ormai e la letteratura a riguardo è vastissima. Nel mucchio si possono individuare 4 grandi periodi:
- Habeo
- Accedo
- Scio
- Participo
L’era della proprietà è durata centinaia di anni (se non migliaia). Possiamo considerarla la base su cui poggiano le altre perchè è ancora viva e fa da sfondo a tutte le altre. E’ caratterizzata dal concetto di proprietà (habeo ergo sum) e suddivide la società in base alla quantità di ciò che ogni uomo o gruppo sociale possiede materialmente.
L’era dell’accesso, in controtendenza rispetto alla precedente, è stata teorizzata da Jeremy Rifkin in un libro del 2000 poco prima che la bolla della new-economy esplodesse con la sua carica di illusioni. Il noto economista americano ipotizzava che la proprietà sarebbe stata sostituita dall’accesso a pagamento ad ogni bene o servizio. Non più habeo quindi ma accedo ergo sum. I giganti dell’economia avrebbero avuto le chiavi dell’accesso controllando la vita di ciascuno. Fine dei beni materiali e potere della password insomma, il tutto condito dall’aumento del gap tra chi ha accesso alle tecnologie e chi no.
Uno scenario del genere non si è manifestato esattamente come previsto dall’illustre pensatore, ma in un certo senso si è evoluto nell’era dell’informazione (scio ergo sum) dove la conoscenza diventa il punto focale sull’analisi della società . Non solo l’accesso ma l’eccesso di informazioni è ciò che caratterizza l’epoca in cui stiamo vivendo ancora oggi. Il mondo post-undici-settembre si è ritrovato bisognoso di sapere in continuazione cosa sta succedendo in ogni luogo del mondo nel preciso momento in cui lo desideriamo. Lo sviluppo tecnologico ha assecondato questo bisogno e ci ha dotati di strumenti adatti alla fruizione costante di informazioni. La produzione di queste informazioni si è concentrata nella mani di pochi che quindi si trovano a poter disporre di un potere immenso, quello d’opinione, in grado di influenzare le masse.
In uno slancio di ottimismo mi sento di affermare (e sotto sotto anche sperare) che il processo che porta all’era della partecipazione è pronto ad avviarsi. Participo ergo sum sarà il nuovo motto da cui farci ispirare per un mondo realmente più vivibile e rispettoso per chi lo abita, realizzato dai migliori tra i suoi abitanti: gli Uomini.
Sono già visibili alcuni elementi che fanno ben sperare. Provengono da network di persone alimentati dall’interazione sociale tra loro grazie alle tecnologie per la diffusione di conoscenza (web 2.0 in tutte le sue forme). La cosa sorprendente è che la maggiore sensibilità si è manifestata nel mondo aziendale. Non sono poche le aziende che hanno abbracciato quantomeno principi etici e di responsabilità sociale.
La strada da fare è molta ma l’evoluzione appare inevitabile: si sta realizzando esattamente quanto previsto dal Cluetrain Manifesto, secondo me addirittura in maniera più ampia e completa di come era stato immaginato il futuro nel lontano 1998.

Questo superficiale excursus lite edition, perennemente in progress, mi tornerà utile come promemoria in un futuro molto prossimo per bullarmi con amici e scettici. Sarà in quell’occasione che, con sguardo sicuro, potrò affermare un saccente: “e io che ho detto?”.


gennaio 21st, 2006 at 2:25
l’era della parola
l’era della scrittura
l’era della stampa
l’era dell’elettricitÃ
l’era del digitale…
ok sto male..ma sono giustificata iihihi
gennaio 21st, 2006 at 19:28
si, la partecipazione. la vera sfida del nuovo millennio, che non può che partire da una vera riforma della democrazia. Non basta la quantità , ma la qualità delle informazioni. il problema delle concentrazioni editoriali, ma soprattutto le lobbies che agiscono da tappo sulla politica e le corporation che tappano il mercato. Da porto alegre è partita l’esperienza della democrazia partecipata. Vi invito a visitare il sito nuovomunicipio.org. Alcuni comuni italiani stanno aderendo a questo progetto, che prevemde l’istituzione di assemblee di quartiere di supporto ai consigli comunali; il bilancio parteciopato, come forma di programmazione e destinazione delle risorse elaborato in via trasparente e di concerto con le popolazioni. questo è riforma della democrazia. la partecipazione è inclusione e non può che partire dal basso, dal piccolo, dai comuni. Chiaramente l’informazione libera e il controllo di chi governa sono le armi più forti della democrazia, esercitabili con la partecipazione. Forse è un po’ anacronistico, ma l’opportunità della partecipazione è tutta nelle politica, nella forza che essa imprime nel dirigere la società . La partecipazione sarà la chiave della civiltà della conoscenza e della civiltà dell’impegno. Perchè non si può più restare a guardare.
maggio 18th, 2006 at 17:31
[...] Sono onorato di aver dato una mano, nel mio piccolo, a questi ragazzi con cui condivido la medesima interpretazione del concetto di partecipazione. Mi hanno chiesto di realizzare il sito http://www.gpupolicoro.it e dare un piccolo contributo in materia di comunicazione politica per la realizzazione del materiale per la campagna elettorale a sostegno del candidato al consiglio comunale Domenico Ranù [...]