mag 25






E’ un periodo in cui mi capita di imbattermi in diversi post che trattano più o meno lo stesso argomento. E’ un caso? E’ sempre andata così? Me ne accorgo soltanto ora? La risposta a tutte queste domande è, ovviamente, chissene

Di fatto fanno sorridere, ed amaramente, due post sull’eterna rivalità tra i web-qualcosa (designer, developer, master, engineer, optimizer, marketer, ecc.) ed i clienti. Le situazioni presentate sono così precise e verosimili, che chiunque abbia disegnato almeno un pulsantino per un “cliente” una sola volta, non può fare a meno di immedesimarsi.

I post in questione sono:

Se ne conoscete altri, segnalateli qui, o lì, o là

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mar 31






E’ finito oggi, dopo 11 giorni di lezione sparsi un po’ qua ed un po’ là, il corso di Web Design che ho tenuto al Master in Comunicazione e Nuove Tecnologie, organizzato da Regione Basilicata, Eureka, Voltaire ed Assoimprenditori.

23 corsisti, divisi tra aula (11) e online tramite la piattaforma di e-learning (12), hanno seguito le mie lezioni e posso dirmi soddisfatto di alcuni feedback molto piacevoli, vista la scarsa o nulla esperienza nell’ambito del web design di cui era pregnata la classe:

  • Prima soddisfazione: come ho già detto in precedenza, il secondo giorno di lezione alcuni ragazzi hanno dichiarato che sarebbero stati interessati ad un corso specifico di Web Design, invitandomi a proporlo all’istituto di formazione. Il corso si trovava ancora nella fase 1, ovvero dove parlavo di analisi e progettazione.
  • Seconda soddisfazione: dopo alcuni giorni, quando il tema del corso si è spostato dalla progettazione alla realizzazione pratica (HTML, CSS e GUI), un altro ragazzo, supportato da altri, mi ha detto: “E’ davvero bella questa parte, anzi è meglio dell’altra.”
  • Terza soddisfazione: parlando della scrittura per il web, di content plan, di content manager, insomma di contenuti, erano presenti in aula soltanto – e casualmente – ragazze. E’ stata una lezione molto divertente. Le sentivo presenti ed attente. A fine lezione mi hanno chiesto se potevo suggerire risorse e materiali per approfondire. (come potevo non suggerire MestiereDiScrivere.com? ovviamente)
  • Quarta soddisfazione: proprio ieri. Il tempo a disposizione per terminare i due Project Work (un sito ed una newsletter) era agli sgoccioli, così mentre io mi occupavo di rifinire il sito, ho chiesto loro di scrivere la newsletter in HTML con blocco note, partendo da pagina bianca e dandogli un minimo di stili con i CSS. Non solo non hanno chiesto nemmeno una volta il mio consiglio, ma la pagina era PERFETTA. Per dirne una, nemmeno un tag lasciato aperto ;-) ed i più soddisfatti erano loro. Niente male per ragazzi che hanno visto il loro primo tag HTML appena 4 giorni prima.

Ovviamente non solo soddisfazioni. Anche tante indicazioni utili sugli errori da non ripetere in futuro qualora si presentasse un’altra occasione simile.

Grazie ragazzi! ;-)

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mar 19






Dopo oltre un anno di onorata carriera, ho deciso di cambiare qualcosina all’aspetto del blog.

Le novità in particolare sono:

  1. Lo sfondo scuro. Tempo fa lessi una segnalazione a proposito di un fantomatico studio sul risparmio energetico. Pare che se Google fosse su sfondo nero, si risparmierebbero circa 3′000 MW all’anno di energia, grazie proprio al minor assorbimento dei monitor. Vero o no che sia, mi piace pensare che sto aiutando l’ambiente.
  2. I commenti differenziati. Cambiando poche righe di codice sono riuscito ad ottenere un effetto che talvolta può rivelarsi utile. I miei commenti sono riconoscibili dai vostri. E sono più belli. Perchè io so io…e voi… ;)
  3. Nuove categorie. Era da un bel po’ che ci pensavo e finalmente mi sono deciso a dare una sistemata alla categorizzazione dei post. Razionalizzando, tagliando ed aggiungendo sono arrivato ad un risultato abbastanza soddisfacente. Per me.
  4. Più feed per tutti. Ho aggiunto sulla prima pagina due bottoni belli grandi per i feed rss. Quello arancione, classico è per i post, quello verde, più inusuale è per i commenti. Inoltre ho aggiunto (solo il link e l’immagine, perchè Wordpress li ha da tempo immemore) anche i feed alle categorie, ed ai commenti per post (presente nella pagina singola).
  5. Posizione dei metadati. Odiavo dover scorrere un bel po’, in caso di post lungo, per scoprire se c’erano commenti, quindi ho messo tutto sotto il titolo.

Credo non ci sia altro, se non ricordo male. In ogni caso feedback e commenti non sono graditi. Sono obbligatori.

Update 1: ho dimenticato di dire che quel numerino accanto alle categorie indica, ovviamente, il numero di post presenti in quella categoria

Update 2: L’iconcina del feed relativo alle categorie nella sidebar non ne voleva sapere di sistemarsi a sinistra. Wordpress segue questa logica: nomecategoria-feedimage-numerodipost. Non c’è verso di fargliela cambiare. Ho provato qualche trucchetto in CSS ma lo visualizzavo correttamente solo con Safari. Quando tutto sembrava perduto ecco che spunta fuori un plugin ad hoc: wp_leftycats. Ora tutto sembra funzionare alla perfezione.

Update 3 (20-03-07): alcune fonti anonime mi segnalano che il blog non si vede benissimo con le versioni di Internet Explorer. In particolare la sidebar. Che dire se non… ‘azzi vostri! Non sapete che vi perdete! Ma se proprio volete saperlo scaricate Firefox e fate un favore soprattutto a voi stessi.

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mar 8






Nel post precedente, tra le altre cose, ho parlato a proposito di un corso di web design per un master. Ho anche aggiunto che avrei rimandato ulteriori informazioni ad un post a parte. Beh, eccolo!

Breve cronistoria
Poco meno di due mesi fa mi è arrivata una telefonata molto mattutina (chi mi conosce bene sa che il mio concetto di mattutino è temporalmente molto ampio). Mi si annunciava la partecipazione ad un master in comunicazione e nuove tecnologie. Appena ripresomi dalla fase REM (ma anche da quella Death Cab for Cutie, visto che il mio iTunes era già attivo e funzionante da almeno un’ora) non ho saputo biascicare altro che uno stentoreo SI al mio interlocutore.
Solo qualche minuto dopo mi sono reso conto che non si trattava di “seguire” ma di “fare“. Prima sensazione provata: panico!

Ho avuto piccole esperienze di docenza in precedenza, ma a livello di scuola di informatica: ECDL, Che cos’è un computer, cose così insomma. Soprattutto si è trattato sempre di corsi individuali. Lezioni face to face. Credevo che non ce l’avrei mai fatta a gestire un gruppo di una ventina tra laureandi e laureati, miei coetanei, per 11 lezioni. Inoltre il tempo a disposizione per prepararlo era poco e la sfida non proprio facile. Però l’istituto organizzatore, che ha avuto coraggio ad affidare un master a docenti (non sono risucito a trovare un sinonimo adatto) giovani, andava premiato con il massimo dello sforzo e dell’impegno.

Sono riuscito a stilare un programma, ho preparato le slide, ho recuperato tanto materiale, ho trovato una bella dose di coraggio che mi permettesse di superare quel muretto di timidezza che mi porto dietro da un quarto di secolo e mi sono presentato il primo giorno di lezione dopo una notte quasi insonne.

Il gruppo è abbastanza eterogeneo e la prima cosa che ho notato entrando in aula è stato un elemento che li accomunava tutti: zero-conoscenze-zero sul webdesign. Pensiero martellante: cominciamo bene!

Non mi sono perso d’animo ed ho cominciato a demolire uno per uno tutti gli stereotipi sui siti web aziendali. Gli ho parlato di analisi, di progettazione, di architettura dell’informazione, di usabilità, di user experience, di accessibilità, di motori di ricerca, di content management. La risposta è stata ottima e mi ha spiazzato, tant’è che alla seconda lezione un gruppetto mi ha chiesto di proporre all’istituto anche un corso specifico di webdesign, a cui avrebbero partecipato volentieri. Sensazioni provate: orgoglio e soddisfazione!

Oggi c’è stata la terza lezione, abbiamo definito la struttura di navigazione del project work ed ho notato con molto piacere che alcuni atteggiamenti del corretto web designer sono diventati degli automatismi per i ragazzi.
Forse non diventeranno dei professionisti del web design, ma se anche uno solo di essi, da qui ad un anno, guardando un sito riuscirà a stabilirne il grado di usabilità o la corretta progettazione, potrò ritenermi soddisfatto del lavoro svolto.

Nella mia girandola di interessi, il web design era attualmente in un posto di secondo piano, ma questa nuova esperienza mi ha ridato nuovi stimoli e soprattutto nuove idee.

Ma non finisce qui…

mag 16






Sono un gruppo di giovani del mio paese e sprizzano entusiasmo da tutti i pori. Hanno redatto un programma politico orientato allo sviluppo ed alla cultura senza dimenticare proposte concrete alle “industrie” locali: agricoltura e turismo. Si sono dati un appellativo che chiarisce molto bene la loro visione del mondo: Giovani per l’Ulivo.

Sono onorato di aver dato una mano, nel mio piccolo, a questi ragazzi con cui condivido la medesima interpretazione del concetto di partecipazione.
Mi hanno chiesto di realizzare il sito www.gpupolicoro.it e dare un piccolo contributo in materia di comunicazione politica per la realizzazione del materiale per la campagna elettorale a sostegno del candidato al consiglio comunale Domenico Ranù

Nel sito oltre alla presentazione della mission e delle attività del gruppo è presente anche l’area interattiva Cambia Policoro! basata su CivicSpace e dotata di forum, blog, sondaggi.

L’ennesima conferma che per svecchiare la politica e ridare slancio alle comunità locali non devi solo essere giovane. Devi ragionare giovane!

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gen 21






Tramite l’ottimo Estragon ecco un esempio di marketing alternativo:

Chissà se il Direttore Marketing di Ariete è a conoscenza dei contenuti presentati nel sito web dell’azienda.
Oltre alle indispensabili notizie su come grattugiare il formaggio correttamente infatti, sono presenti anche notizie vitali per la sopravvivenza delle casalinghe come le ultimissime su software, mp3, suonerie e UDITE UDITE wallpapers e foto piccanti.

Tutto vero, provare per credere.

Sito non pianificato, disallineato dal suo target di riferimento, graficamente penoso e tremendamente superficiale. Senza attenzione per il consumatore, con pochissime informazioni sull’azienda, senza trasparenza di contenuti.
Esempio lampante di come il web sia tempestato di pseudo webprofessionisti senza scrupoli, senza etica e senza capacità. Non basta mettere la topa in prima pagina per avere credibilità.

Non è questo il Web 2.0.

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nov 11






Torno sul tema discusso qualche giorno fa sicuramente in maniera frettolosa e confusionaria. Avevo intenzione di mettere ordine un po’ di idee in questo week-end per produrre qualcosa di più strutturato, poi quasi per caso (sarà stato solo un caso?) mi sono imbattuto in questo post che sintetizza perfettamente come la vedo:

Semplicemente e’ sbagliato il modo con cui si affronta l’impostazione di un sito.
La maggior parte dei siti come prima cosa spiegano chi sono, il piu’ delle volte con descrizioni auto-celebrative e con le solite frasi fatte (“siamo i leader in…”, “il nostro sistema di qualita’”, “siamo stati i primi a …”), mentre l’utente come prima cosa vorrebbe sapere cosa fanno.

Sono darwiniano , la Natura farà il suo seguito e presto si estingueranno. La glaciazione è alle porte.

nov 5






Ho deciso di cambiare completamente il visual del blog.
Ci sto lavorando su, posso soltanto dire che sarà a tre colonne e conterrà un esperimento.
Seguiranno aggiornamenti.

nov 4






In passato mi è capitato di realizzare diversi siti web senza però preoccuparmi di controllarne la reale funzionalità e fruibilità. In sostanza mi chiedevano il lavoro, lo realizzavo, lo consegnavo e tanti saluti. Preoccupandomi più dell’aspetto grafico che dei contenuti.

Il più delle volte si trattava di imprenditori desiderosi di aprirsi una finestra sul web, molte altre di gente rimasta abbagliata dalla bolla della new-economy, ma in tutti i casi il prevedibile entusiasmo iniziale lasciava posto all’indifferenza man mano che passava il tempo. I clienti da tutto il mondo non arrivavano, le visite scarseggiavano e, quello che è peggio per me, non rinnovavano il sito. Ero più inesperto e meno attento di ora a certi dettagli e non capivo dove sbagliavo.

Questa autocritica mi è stata suggerita dalle statistiche del blog. Ho notato come X visitatori siano entrati da Google dopo aver cercato sito bello. Ora ringrazio lo staff di Google per la preferenza, ma sicuramente questo non è proprio un sito tra i più affascinanti della Rete, almeno non tanto da meritarsi la quarta posizione. Scherzi a parte il “merito” è tutto di questo post scritto esattamente un mese fa.

Prima d’ora avevo sempre trascurato l’importanza dei motori di ricerca ed ero convinto che un sito potesse sopravvivere da solo anche senza che mi preoccupassi del suo posizionamento.
Ma da qualche settimana sto imparando che un sito deve essere costantemente monitorato, aggiornato e rifinito nei contenuti.

Interfaccia gradevole per l’utente che inscrive contenuti pertinenti e scritti bene. Ecco la ricetta da seguire d’ora in avanti.

ott 25






Good Designers Redesign.
Great Designers Realign

Nessuno avrebbe saputo spiegare meglio di loro la differenza tra Re-designers e Re-aligners.

I primi sono guidati dall’estetica e di solito il prodotto finale è differente dal precedente per il solo aspetto grafico. I secondi invece appartengono ad una categoria più evoluta ed hanno la capacità di esibirsi in un’analisi molto più profonda per comprendere i reali bisogni del sito web su cui dovranno lavorare.

In sostanza se la tua casa è poco usabile, non ti rivolgi ad un imbianchino (redesigner), ma ad un architetto (realigner)

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