Mag 13






Medium is the message
(foto di r0n4y0u)

Marshall McLuhan, se fosse vivo oggi ed avesse la (s)fortuna di capitare dalle parti dello stivale, troverebbe il più grande riconoscimento alla sua celebre teoria secondo cui “il mezzo è il messaggio”.

Tutti a sbraitare quando un Giornalista, anzi un Signor Giornalista, parla in tv di sabato sera a proposito delle amicizie mafiose della seconda carica dello stato.

Tutti zitti mesi fa, quando quelle stesse parole furono pubblicate non su uno ma su, udite udite, ben due libri.

Non conta quello che si dice e neppure come lo si dice.
In quest’italietta rigorosamente minuscola è importante solo con quale mezzo si trasmette.

Ora cosa accadrà?

Vivo da quasi 27 anni in questo paese, e credo di aver capito abbastanza bene questo popolo parassita. Ecco la telecronaca, neppure troppo surreale, di quello che accadrà prossimamente:

  1. Schifani querela Travaglio, che viene cacciato dalla rai
  2. la gente continua per un po’ a parlarne, poi arriva l’estate e l’argomento viene sostituito dal primo topless della ministra Carfagna
  3. in un imprevisto risveglio di coscienza, un uomo della tv pubblica che preferisce restare anonimo cancella Affari Tuoi dai palinsesti, per manifesta istigazione all’idiozia di massa
  4. cortei, scioperi, proteste, minacce di suicidi
  5. il programma viene riammesso

Se potessi rinascere, vorrei farlo altrove. Ma tanto tra un po’ cominciano gli Europei quindi riprendiamo le bandiere…e forza italiaaaaa, insieme per vincereeee!

Mag 2






Rubrica ricca di spunti questa settimana, anche se l’appuntamento del martedì ha ceduto il passo, per una volta, al mercoledì. Grazie 1 Maggio.

  • Partiamo proprio dal Primo Maggio. Anche quest’anno mega concertone e musica di qualità senza eccedere nei grossi nomi. Ernesto Assante ne fa una cronaca decisamente perfetta. E’ il suo mestiere d’altronde.
  • Polemiche a non finire, sempre dal palco di San Giovanni, contro Andrea Rivera. Il popolare giullare romano, facilmente rintracciabile a stornellare nei vicoli di Trastevere fino a qualche mesetto fa, è addirittura considerato un “terrorista” dall’Osservatore Romano (vedi). La sua colpa? Ipse dixit: “Il Papa non crede nell’evoluzionismo. La chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana”. A me pare abbia detto la verità. Ignobili attacchi alla libertà di espressione. E’ innegabile che ognuno possa avere opinioni differenti, ma i fatti sono incontestabili, e quanto detto da Rivera è un fatto, non un’opinione. (PS: anche i segretari dei sindacati si sono dissociati. Fossi un tesserato correrei a dissociarmi anche io. Dal sindacato.) Vediamo come si evolve la cosa nel frattempo. Io dico che non lo vedremo più in tv, e voi?
  • A proposito di Fatti ed Opinioni, ho comprato e fagocitato in settimana l’ultimo libro di Marco Travaglio: La scomparsa dei fatti. Un manuale di giornalismo, un collirio per tornare a vedere nitidamente cosa ci accade intorno, un disintossicante per individui assuefatti catodicamente.
  • Umiltà e coerenza. Quelle di Stefano che incredulo riceve (e declina) una proposta per parlare in tv di bioetica a nome dei blogger. Complimenti, bel post. Anche se conosco una carrettata di guru-blogger che andrebbero pure a parlare di epistemologia neopositivista da Maria De Filippi pur di apparire e ricevere la qualifica di esperti.
  • Dopo Enzo Biagi è tornato in tv anche Gianfranco Funari. Tralascio i commenti sul format che pure non è male. Per riassumere il senso della trasmissione basta citare una sua frase: “Sono vissuto nel secolo dell’olocausto, delle deportazioni, ho visto le guerre, ho visto Hitler, ho vissuto il terrorismo, le tensioni, le stragi. Ma l’unica cosa di cui mi rammarico davvero è essere nato nello stesso secolo di Maurizio Costanzo.” Voglio il poster di quest’uomo nella mia stanza.
  • Telecom cambia padrone. Sarà vero? Intanto Tronchetti ha ceduto la Olimpia ad una cordata di banche ed imprese: Intesa-Sanpaolo, Generali, Mediobanca, Benetton e la spagnola Télefonica, che con il 23% delle azioni Telecom, di fatto controlleranno tutta l’azienda. Puoi rimescolare le carte quanto vuoi, ma se il mazzo è taroccato vince sempre il banco. In tal proposito scopro soltanto ora un’ottima applicazione web di Casaleggio Associati che permette di tracciare le Mappe del Potere della borsa italiana tramite gli intrecci noti di cda, labirinti societari, scatole cinesi, holding e quant’altro. Divertente.

Anche per questa settimana è tutto, alla prossima.