giu 5






Premessa

  1. Dopo un’adolescenza vicina ai valori liberali di destra, felicemente disillusi dal Gran Buffone;
  2. dopo gli ultimi anni vicini all’opposizione similpopulista ma onesta di Di Pietro, anch’essa disillusa per aver candidato alle provinciali di Matera della gente ignobile nella mia circoscrizione;
  3. dopo aver deciso di non votare mai più, perchè deluso dall’ignoranza storica ed etica di una classe politica che in maniera – questa volta si – bipartisan ha annientato il senso delle istituzioni già latitante dalle nostre parti;
  4. dopo la certezza che non avrei mai e poi mai votato il PD, vero artefice del berluscazzismo

Conclusione
Nichi Vendola. Un uomo che ha affrontato qualche anno fa una campagna elettorale dove veniva deriso per la sua omosessualità, ma sul quale si sono dovuti ricredere per primi gli imprenditori pugliesi che l’avevano dileggiato. Un uomo concreto, con degli ideali si, ma concreto, di governo, pratico ma ispirativo.

Per la prima volta nella mia vita voterò la sinistra “diversa e pericolosa” di Nichi Vendola, e lo farò per la persona, per le sue idee di un’Italia diversa, per la sua cultura e per la scomparsa di falce e martello dal simbolo.

Questo è un voto utile. E vi invito quantomeno a dare un’occhiata ai suoi programmi.

Questa è la persona che vorrei vedere a Palazzo Chigi.

apr 20






Qualche anno fa un signore mi valutò all’esame di Teorie e Tecniche dei Nuovi Media con un 18.
Motivazione: non ne sapevo abbastanza su radio (!!!) e cinema digitale (leggi Star Trek!!). Nessuna domanda su blog, social network e similari.

Io dei nuovi media ne ho fatto un lavoro e una passione. Lui ieri commentava in diretta la finale di x-factor per Repubblica #.

dic 18






Chiesa spagnola “molto reattiva” perché sta rispondendo “con fermezza a un’intrusione statale assolutamente illegittima sul tema dell’educazione dei propri giovani”.

Invece l’intrusione di uno stato straniero nell’educare i giovani è legittima vero? La cosa che mi chiedo è come sia possibile che i giornali diano spazio a questi deficienti senza dirgli “checazzodici“.

dic 2






Bimbo capriccioso

“Fate le convenzioni internazionali per gli omosessuali, per la libertà di scelta, per l’aborto? E noi non firmiamo gne gne gne”.

Qualcuno spieghi a questo idiota che il mondo e la società civile dotata di intelligenza e di spirito critico se ne sbatte nell’ordine:

  1. di lui
  2. dei suoi amichetti
  3. delle loro idee anacronistiche già 300 anni fa. Figuriamoci adesso

ott 3






La signora Cristina Pereira, di Encarnación (Paraguay), 32 anni 3 figli e un compagno che lavora lontano per consentirgli a malapena di pagare le spese mensili. Ha un minuscolo negozio di alimentari nel suo paese ma gli avventori del locale pare siano ghiotti di vino argentino e soda, solo che il vino argentino e la soda costano troppo e non può permettersi di farne una scorta. Così la signora Cristina Pereira ha chiesto un prestito di 500 dollari promettendo che li restituirà entro 12 mesi.

Per fortuna alle persone perbene non è concesso entrare nelle banche – forse per evitare che contagino banchieri e finanzieri con il germe dell’umiltà – così Cristina ha ottenuto il suo finanziamento grazie al microcredito in poche ore.

Ho prestato (non donato) 25 dollari a Cristina tramite Kiva, un sito che utilizza la potenza della Rete per cercare microfinanziatori che facciano microfinanziamenti nei paesi in via di sviluppo.

Kiva funziona così:

      1. Scegli un progetto da finanziare ed effettui un prestito (minimo di 25 dollari)
      2. Kiva gira i soldi alla sua rete di partner che si occupa della distribuzione e degli andamenti dei progetti
      3. l’imprenditore riceve i soldi e porta a termine il suo progetto, cresce con la sua attività e con i nuovi guadagni può ripagare il debito (raramente, molto raramente, succede che il debito non venga ripagato. Molto spesso invece viene ripagato in anticipo)
      4. Kiva ti restituisce la quota che hai prestato
      5. a questo punto puoi scegliere se reinvestire la quota in altri progetti, oppure riprendere i tuoi soldi (l’80% reinveste la somma, spesso aumentandola)

Commuoversi leggendo un libro e tenere una foto di unUomo appesa davanti alla scrivania come monito e guida, è una cosa che ti lascia sensazioni intense. Mettere in pratica nella vita di ogni giorno quegli insegnamenti e sentire di aver fatto una cosa giusta, invece, ti proietta verso l’infinito.

PS: Questa è la mia pagina personale (http://www.kiva.org/lender/enzosant) su Kiva. Ti aspetto.
PPS: Grazie a Massimo perchè ho scoperto Kiva leggendo un suo post. Quando si dice la blogosfera che funziona

set 26






Il titolo si spiega da sé, ma è necessaria una premessa.

La parte attiva della Rete (quella che i blogger, vip o meno, chiamano parte abitata), durante il mese di luglio è stata scossa da un video caratterizzato da un obiettivo oltremodo ambizioso:

Codice Internet è un progetto, fatto di eventi/iniziative in tutta Italia, per divulgare Internet in Italia, per diffondere la Rete e la cultura del web alle persone. (#)

Le premesse – ottime in partenza – mi hanno spinto a registrarmi, così come altri miei amici con cui condivido dei valori che – per noi – non sono trattabili con compromessi di alcun tipo.
Purtroppo l’estate alle porte mi ha costretto a non partecipare ad alcuna discussione causa meritate vacanze. Al rientro settembrino scopro che il progetto è andato avanti ed ha allargato la base dei partecipanti. Solo che forse si è allargato un po’ troppo.

Non credo che per spiegare internet alle persone, si debbano fare incontri a Milano con esponenti dei media tradizionali. Proprio quelli che demonizzano internet sui loro schermi ogni tre per due. Non è l’evento fighetto bloggerchic – a mio avviso – lo strumento giusto per spiegare internet alle persone.

Cosa possono saperne di Rete Emilio Carelli e/o Claudio Cecchetto? Come vogliono divulgare internet alle persone? Con una diretta fiume di 40 ore ininterrotte di Gioca-Jouer su SkyTG24?

Bisogna andare da mia nonna a spiegarglielo (era un esempio, a lei lo spiego già io), bisogna andare dai contadini lucani a spiegargli perchè internet è importante e come potrebbe impattare sul loro lavoro. Bisogna andare per le strade a parlare con la gente.

Usare la Rete per imparare e crescere professionalmente e culturalmente permette di creare un bagaglio di esperienze tendenzialmente infinito. Se non lasciamo qualcosa nel mondo vero – quello offline per intenderci – questo bagaglio a lungo andare diventa un peso.
Rinchiudersi in circoli elitari e pontificare sul nulla più assoluto non credo sia il modo corretto di portare la Rete fuori dalla Rete.

Per questo esco da Codice Internet, senza avervi peraltro mai partecipato attivamente. Io continuerò a fare come sto facendo. Male non può fare. Al massimo mi perdo qualche aperitivo trendy con qualche deficiente che definisce l’11 settembre “un’idea creativa della madonna” (via Marco Camisani Calzolari).

lug 5






Alla Festa de l’Unità le bancarelle* alternative, vendono tutte le stesse cose.

*: ora con il PD si chiamano stand.

giu 21






La pubblicità è morta? Forse no, o forse non ancora, ma sicuramente non sta molto bene.

L’impressione è che la pubblicità stia continuando a seguire modelli secolari e rifiuti di evolversi perchè accecata da decenni e decenni di successi. Di certo così com’è fatta oggi pare non possa continuare a funzionare (se ne parla limitatamente ai social media anche su SocialWare).

L’arrivo della società liquida ha frammentato ogni elemento delle attività dell’uomo in tante piccole parti, per cui risulta sempre più difficile andare a individuare i target di riferimento nei posti dove consumano informazioni e in cui si intrattengono. Il tempo stesso dedicato al consumo dei media è ridotto, frammentato e traslato.

Una volta c’erano i film solo al cinema. Il loro consumo avveniva in uno spazio (la sala cinematografica) e in un tempo (l’orario di programmazione) ben definito.
L’arrivo dei film anche in tv ha modificato la componente dello spazio (si può vedere un film a casa propria) ma non il tempo (resta l’orario rigido della programmazione).
Logico che fino a questo punto il raggiungimento dei target, da parte degli inserzionisti, era abbastanza semplice.
Già con l’arrivo dei supporti magnetici (VHS) e poi di quelli digitali (DVD), anche la componente temporale ha subito una variazione sostanziale complicando non poco la vita ai pubblicitari.

Tra evoluzioni tecnologiche ed evoluzioni umane, ne sono convinto, c’è sempre stato un rapporto reciproco: l’uomo si evolve e cambia la tecnologia, che evolvendosi cambia l’uomo. Un circolo virtuoso che molti chiamano progresso e che fa esclamare a molti altri (i più spaventati) “dove andremo a finire di questo passo!

La rivoluzione digitale degli ultimi 15-20 anni ha anche modificato i comportamenti di noi utenti della comunicazione. Siamo tutti diventati più distratti, più distraibili e più smaliziati nel riconoscere (e possibilmente evitare) la pubblicità. E’ sempre più difficile raggiungerci, e riusciamo a difenderci sempre meglio dai messaggi persuasivi.

Per non morire, la pubblicità deve riuscire a cambiare i propri linguaggi, stili, modi e tecniche.
Saprà modificarsi da sola? Investitori, agenzie e consulenti saranno in grado di capire il cambiamento importante che è già avvenuto o continueranno imperterriti a ripercorrere le strade già battute sin dai primi anni del Novecento?

giu 4






CAMORRA: NAPOLITANO, NIENTE SVILUPPO SE NON SI DEBELLA

A me suona più vera la frase

Camorra? Senza sviluppo, non si debella.

Questione di punti di vista?

(vignetta qui)

mag 13






Medium is the message
(foto di r0n4y0u)

Marshall McLuhan, se fosse vivo oggi ed avesse la (s)fortuna di capitare dalle parti dello stivale, troverebbe il più grande riconoscimento alla sua celebre teoria secondo cui “il mezzo è il messaggio”.

Tutti a sbraitare quando un Giornalista, anzi un Signor Giornalista, parla in tv di sabato sera a proposito delle amicizie mafiose della seconda carica dello stato.

Tutti zitti mesi fa, quando quelle stesse parole furono pubblicate non su uno ma su, udite udite, ben due libri.

Non conta quello che si dice e neppure come lo si dice.
In quest’italietta rigorosamente minuscola è importante solo con quale mezzo si trasmette.

Ora cosa accadrà?

Vivo da quasi 27 anni in questo paese, e credo di aver capito abbastanza bene questo popolo parassita. Ecco la telecronaca, neppure troppo surreale, di quello che accadrà prossimamente:

  1. Schifani querela Travaglio, che viene cacciato dalla rai
  2. la gente continua per un po’ a parlarne, poi arriva l’estate e l’argomento viene sostituito dal primo topless della ministra Carfagna
  3. in un imprevisto risveglio di coscienza, un uomo della tv pubblica che preferisce restare anonimo cancella Affari Tuoi dai palinsesti, per manifesta istigazione all’idiozia di massa
  4. cortei, scioperi, proteste, minacce di suicidi
  5. il programma viene riammesso

Se potessi rinascere, vorrei farlo altrove. Ma tanto tra un po’ cominciano gli Europei quindi riprendiamo le bandiere…e forza italiaaaaa, insieme per vincereeee!

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