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Davvero un bel progetto di uso consapevole e potente dei social media quello del Cesvi per sostenere la raccolta fondi per i loro numerosi progetti sparsi in tutto il mondo.

Cesviamo è una sorta di social network che vuole sfruttare – e secondo me ci riuscirà benissimo – le reti sociali già esistenti tra persone a fini di fundraising.

Il funzionamento è semplice: ci si iscrive, si piazza una scommessa e si definisce il pegno in caso in cui la scommessa viene vinta (es. se riesco a far raccogliere 50 euro entro 24 ore, martedì faccio una pernacchia al capo, con tanto di video su youtube per prova). A quel punto si invitano i propri amici, i quali si presume faranno di tutto per vedere il proprio amico che rischia il licenziamento. Soprattutto se il capo non ha senso dell’umorismo.

Chi ci guadagna, in termini economici, è il progetto a cui i fondi sono realmente destinati. E quindi chi soffre ed ha avuto la sfortuna di vivere nella parte sfigata della Terra (anche se ho l’impressione che siamo più sfigati noi)

Gran bella operazione, non c’è che dire. Applausi a chi l’ha pensata e a chi l’ha realizzata (sul sito ci sono solo i credits della TribalDDB. In tal caso complimenti a loro).

set 18






Se c’è un atteggiamento che odio più di ogni altra cosa, parlando di tecnologia e comunicazione, è sicuramente quello degli Apocalittici. Chi vede la tecnologia esclusivamente come una cosa fredda ed asettica, che allontana gli uomini facendoli rifugiare dietro un monitor fino all’isolamento, mi indispone come pochi al mondo.

Ecco cos’è successo ieri:

Mi scrive un amico su msn, mi invita per cena a casa sua “dillo pure a Josè e Martino“. Li contatto entrambi sempre su msn. Sbuca un’altra idea: “giochiamo con la playstation” Ma siamo 3. Ok contattiamo Gabriele. E’ a lavoro e ha msn spento, ma per fortuna è su GTalk. Bene, ora siamo 4.

Abbiamo parlato, condiviso informazioni, cazzeggiato, riso, ricordato aneddoti e riso di nuovo. Una splendida serata offline tra amici. Organizzata online.

La serata è stata allietata, tra l’altro, da una vodka particolare che nessuno di noi aveva mai provato, 42below. Pare sia la vodka prodotta più a sud nel mondo. Almeno così dice il sito. Ha diversi gruppi su facebook, video su youtube e foto su flickr.

Al torneo di PES sono arrivato ultimo. Ma la vodka era buona. Sarà pure prodotta all’altro capo del mondo, ma in pochi istanti possiamo sapere tutto di lei.

Con buona pace di qualche apocalittico. Che a quell’ora sicuramente stava guardando Porta a Porta.

mag 26






spaghetti and ketchup

In attesa di trovare il tempo per andare a comprare il libro di Marco Massarotto:

Le 5 cose da non fare (a me) nelle internet pr:

  1. Non essere formale con me
  2. Non c’è motivo che guardi il mio profilo su linkedin, leggi il mio blog o mi peschi casualmente sui centocinquantamila social network dove sono presente, se poi devi dirmi: “abbiamo valutato il suo profilo e crediamo che sia conforme alle nostre politiche in merito alla formazione della futura classe dirigente bla bla bla“. Meglio se cominci con un cordiale “AHO!“.

  3. Non avere un atteggiamento seriale
  4. Se mi iscrivo allo IAB Forum Roma 2008, e poi per un motivo o per l’altro non posso venirci, non mandarmi email dove mi inviti a scoprirne di più sulla tua *meravigliosa* piattaforma di e-mail marketing “a seguito dei contatti intercorsi allo IAB Forum“. Se proprio non volevi ricopiare a manina gli indirizzi email di chi aveva davvero parlato con te, almeno potevi farti dare un database profilato con gli iscritti partecipanti. Se mi tratti come tutti gli altri e non mi fai sentire speciale, come posso darti retta?

  5. Non credere che io sia uno stupido
  6. Se i mercati sono conversazioni, la moneta che si usa è la sincerità. Se sei un’automobile e ti proponi come mia amica su facebook, pensi che io sia uno stupido. Se mi proponi di entrare come manager nella tua banca, non hai mai letto il mio blog, dove esprimo più volte cosa ne penso del tuo capo, e la mia opinione sulle banche. Quindi pensi che io sia stupido.

    E se io sono stupido, perchè mi vuoi come amico o mi offri un posto di *responsabilità* (considerando che sono neolaureato, e nemmeno nel tuo settore)?

  7. Non travestirti da 2.0
  8. Se credi che 2.0 sia una moda, uno stile grafico basato su gradienti e bottoncini gommosi, o una cosa improvvisata lascia perdere. Forse dovresti continuare a fare quello che hai sempre fatto. Un’azienda 1.0 che gioca a fare la figa è come un trans che non si fa la barba. Da lontano uno può pure cascarci, ma da vicino si vede che non sei uomo donna (a meno che tu non sia Ronaldo, ma questa è un’altra storia).
    2.0 è la cultura aziendale, non lo strumento che usi per diffonderla.

  9. Non offrirmi spaghetti al ketchup
  10. Perchè vorrebbe dire che non hai rispetto nè di me, nè degli spaghetti :P

(foto di Bill Rohel)