Giu 9






Da Repubblica.it:

La convergenza tra il Papa e Bush è stata confermata dal portavoce vaticano Federico Lombardi. “Vi è stato un esame delle questioni morali e religiose odierne, tra cui quelle relative ai diritti umani e alla libertà religiosa, la difesa e la promozione della vita, il matrimonio e la famiglia, l’educazione delle nuove generazioni, lo sviluppo sostenibile”

Non avevo dubbi sulla convergenza.

Questioni morali:

  • Bush: trucca le elezioni e finge che l’Iraq abbia armi di distruzione di massa
  • Natzinger: avalla la copertura dei preti pedofili

Diritti umani:

  • Bush: invade l’Iraq, bombarda civili, uccide bamini, usa armi al fosforo bianco.
  • Natzinger: non crede esistano i diritti umani. Solo quelli divini.

Difesa e promozione della vita:

  • Bush: finanzia i produttori di armi, e promuove la guerra
  • Natzinger: non crede nell’evoluzionismo, si oppone alla ricerca scientifica che potrebbe salvare delle vite mentre vuole tenere in vita chi desidera morire

Matrimonio, famiglia e nuove generazioni:

  • Bush: così attento alle nuove generazioni da “fottersene” di Kyoto, global warming & co. Su matrimonio e famiglia, non saprei.
  • Natzinger: l’attenzione alle nuove generazioni della chiesa è fin troppo evidente, la famiglia ed il matrimonio, pure

Sviluppo sostenibile:

  • Bush: Vedi sopra. Fa saltare tutti i tavoli diplomatici che trattino l’aspetto del clima e dell’ambiente.
  • Natzinger: sviluppo? Il capo di un’entità che non si evolve da duemila anni? Che crede che Darwin sia un cialtrone? Mah

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Mag 24






2.Jpg
Sono milanista, sono fiero di ieri sera e sono ancora incredulo (ed in coma) per la straordinaria vittoria della Champion’s League.
Però non potevo non notare come il povero Silvio Berlusconi sia, ahilui, circondato da comunisti in ogni occasione. Passi pure che Giuliano Ferrara, prima dell’attuale occupazione come asslicker specialist senior, era un comunista sfegatato. Passi pure che Sandro Bondi, attuale portavoce dell’ex-premier, è stato sindaco comunista di Fivizzano , provincia di Massa Carrara.
Ma addirittura nella notte del trionfo, così tanti comunisti intorno a lui, non li poteva immaginare nessuno. Cafu, Brocchi, Ambrosini, Seedorf, Kakà (!!). Tutte serpi in seno. Ma Piersilvio?

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Mag 22






Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: è minacciato di morte dalla Mafia, le cooperative di Libera subiscono attentati danneggiatmenti, la sua parrocchia è la strada.

Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana: a lui sono dedicate una dozzina di scritte sui muri, tutte apparse negli ultimi 2 mesi, di cui la più efferata e sanguinaria afferma: “Bagnasco Vergogna”, ha ricevuto una busta con una svastica contenente un proiettile della Seconda Guerra Mondiale.

Solo uno dei due ha la scorta. Chi?

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Mag 19






Una notizia è apparsa poco fa su Ansa.it, dal titolo abbastanza evocativo: Avvenire: web calunnia Chiesa e Papa.
Certo, come no! E’ il web che diffama e calunnia, non sono i preti che stuprano i bambini (non solo i preti, sia ben chiaro, ma anche loro). Questi cattivoni del web, che si divertono a dare informazioni deviate, massa di pornomani senza morale. Credono di avere accesso alle informazioni, ma non lo sanno che la Verità non si trova in Rete? Solo la Cupola (…o il Cupolone, non ricordo la differenza), conosce la Verità. E la diffonde tramite il suo organo (…organetto forse) ufficiale. Hanno ragione eh, screanzati che non siamo altro, noi webmaniaci. Sempre a diffondere cose abilmente occultate da altri, dai brunivespa, dai tiggì nazionali, dalla stampa quotidiana. Non abbiamo rispetto del lavoro degli occultatori, ecco!

Però c’è qualcosa che non torna. Tutti quei bambini molestati, stuprati, violentati, derubati della propria infanzia, chi li ha ridotti così? Il web? La BBC?
Se lo saranno inventati forse. Insomma, la giustizia americana, che ha condannato centinaia di sacerdoti e vescovi (anche il vescovo di Boston), è stata male informata dal web, immagino.

Ecco alcuni documenti che possono servire per farsi un’opinione più chiara:

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Mag 11






Ieri ho ricevuto un sms dall’attore ed autore teatrale Ulderico Pesce che mi invitava ad andare questa mattina al Museo Criminologico di Roma alle 8.30 per salutare Giovanni Passannante (di cui ho parlato qui) in partenza per l’ultimo viaggio della sua vita tormentata.

Questa mattina alle 7 un altro messaggio mi fa restare sbalordito:

Sono nel cimitero di Savoia, Passannante è stato sepolto di notte in segreto. Staremo qui senza mangiare per riseppellirlo con rispetto

L’uomo dimenticato dalla storia e dallo Stato, il cui corpo fu dato in pasto ai cani, il cui cranio fu decapitato e sezionato, il cui cervello fu studiato e poi esposto insieme al teschio in un museo, l’uomo che fu sepolto vivo sotto il livello del mare, senza vedere la luce per 14 anni nè alcun essere umano, l’uomo che fu lasciato senza cibo, che si dovette cibare dei suoi escrementi, e che morì nel 1910, l’uomo che tentò di ferire umberto I (la minuscola è voluta) con un coltellino di pochi centimetri.

Quest’uomo non ha avuto diritto ad un funerale, una funzione, una cerimonia ufficiale, un ricordo da parte dei suoi cittadini, una scusa ufficiale da parte dello Stato.

Seppellito in segreto, di notte, come una vergogna da occultare al più presto ed il più velocemente possibile senza far accorgere nessuno.
L’ennesimo schifo di un paese a rotoli.

Per approfondimenti:

UldericoPesce.com
Repubblica.it

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Mar 29






Tanto per non sembrare un trascuratore di blog propri, ecco qualche pensiero di questi giorni:

  • La Chiesa non perde occasione per tenere la bocca chiusa. La lettera del neo-guardiano-della-fede Bagnasco mi ha fatto rabbrividire. Uno stato sovrano intima ai parlamentari di un altro stato sovrano, di non votare la legge sui DICO oppure…chissà che succederà.
  • L’Iran ha arrestato 15 marinai inglesi, colpevoli secondo lo stato islamico di aver invaso le acque territoriali iraniane. Londra smentisce. Lo stato sovrano d’Iran intima allo stato sovrano di Gran Bretagna, di ammettere lo sconfinamento oppure…chissà che succederà.
  • C’è diversa gente in Rete e fuori, che rappresenta alla perfezione il classico detto “fate come dico, non fate come faccio”.
  • Il progetto Bloglab è in fase di partenza. Ho espresso a Stefano Epifani il mio scetticismo. Non sul progetto in sè, ma sull’eccessiva convinzione che bisogni progettare tutto, anche i blog, che continuo a ritenere la massima espressione della spontaneità comunicativa. Sarò smentito? Lo auguro a tutti i futuri progettisti di blog.
  • Sto leggendo Il Banchiere dei poveri di Mohammad Yunus, premio nobel per la pace. Entro questa vita devo stringere la mano a quell’uomo, o la mia esistenza non potrà dirsi completamente soddisfacente.
  • Qui non si è parlato di Italia.it e del logo dello scandalo, essenzialmente per mancanza di tempo. Tanto per fare un po’ il radical-chic dico che non l’ho fatto per evitare di aumentare il rumore già assordante sull’argomento.
  • Qui non si parla di moda e fashion, quindi qui non si parla di Second Life. Tantomeno lo si linka. Pazienza se Repubblica ci sta facendo un corso di storia e se Gabetti ci ha aperto una second-filiale.
  • La cdl ha fatto una figura barbina nel votare contro la missione in Afghanistan al Senato. I politici fanno schifo, va bene. Ma i non-politici che siedono comunque in parlamento?

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Mar 20






Giovanni Passannante era un anarchico. Forse nemmeno sapeva di esserlo. Figlio di poveri ed analfabeti, figlio di una terra ed una regione arretrata e dimenticata, Passannante non voleva rassegnarsi all’ignoranza delle sue genti, impossibilitate a studiare, e cominciò a leggere gli scritti repubblicani. La Bibbia, Mazzini e Garibaldi su tutti.

Giovanni Passannante era lucano, di Salvia (PZ), figlio di un sud sfruttato da un re “straniero“. Cosa poteva saperne il sabaudo dei problemi di una terra di cui forse ignorava persino l’esistenza?

Giovanni Passannante faceva il cuoco. Prima a Potenza dove aprì in società con un altro una trattoria che chiuse dopo una settimana. Giovanni non faceva pagare i pasti agli avventori del locale. Parlava con loro di questione meridionale, di ospedali, scuole, strade, tribunali. Parlava con loro di tutto ciò che in Lucania mancava. Preferiva mettersi qualcosa in testa invece che in tasca. Poi si trasferì a Salerno e quindi a Napoli. Durante questa fase della vita abbracciò l’idea della Repubblica Universale, dove gli anziani possano avere una pensione e le donne un assegno di maternità.

Giovanni Passannante mise il vestito buono quel 17 novembre 1878. Vestito a festa ma senza giacca. Dovette darla ad un robivecchi in cambio di un coltellino con la lama lunga pochi centimetri. Quel giorno Umberto I di Savoia, re d’Italia, in compagnia della regina Margherita (quella della pizza) era a Napoli. Una tournèe vera e propria per conoscere l’Italia. Il re, non la conosceva.

Giovanni Passannante aspettò il momento giusto, quando la carrozza sabauda giunse in via Toledo, armato di una pezza rossa gli si scagliò contro ed al grido di “W la Repubblica” graffiò la real coscia con il coltellino. Nella colluttazione anche il primo ministro Cairoli rimase “graffiato”. Il danno maggiore lo subì la regina Margherita. Purtroppo il suo vestito candido si macchiò gravemente di sangue, tanto che dovettero gettarlo via.

Giovanni Passannante fu arrestato, torturato, picchiato. Dopo due giorni di processo-farsa venne condannato a morte. Il re nella sua infinita magnanimità lo graziò. Non pena di morte, ma pena di vita, ergastolo. I suoi fratelli e sua madre furono arrestati senza alcun motivo e furono rinchiusi nel manicomio criminale di Aversa. Il sindaco di Salvia per scusarsi di aver dato i natali ad un simile criminale, si fece prestare una giacca e andò a rendere omaggio al re, cambiando il nome del paese in Savoia di Lucania (come è ancora oggi). Giovanni fu buttato in una cella di 2 metri per 1, alta 1 metro e 50 (lui è alto 1,60), sotto il livello del mare, in fondo ad una torre sull’isola d’Elba, con una catena da 18 chili al piede, senza poter incontrare esseri umani. Non vide la luce del sole per 14 anni. Si ammalò di tenia e scorbuto, si cibò dei suoi stessi escrementi per sopravvivere. E sopravvisse.

Giovanni Passannante aveva 29 anni quando entrò in carcere. Morì nel 1910, a 61 anni, nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, dove fu trasferito pochi anni prima grazie alla tenacia di un deputato socialista che riuscì a farlo dichiarare malato di mente dopo anni di torture subite. Ma il calvario di Giovanni non finì con la morte. Il suo corpo fu smembrato e dato in pasto ai porci, fu dichiarato non degno di sepoltura, fu decapitato ed il suo cervello insieme al cranio, fu oggetto degli studi di Cesare Lombroso. Dal 1936 cranio e cervello sono esposti al Museo Criminologico di Roma guardati a vista da una guardia. Per due euro potete anche visitarlo.

Giovanni Passannante è ancora detenuto (il MuCri è dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Grazia e Giustizia). Il suo corpo non ha ancora trovato pace. I suoi resti non sono stati mai seppelliti. Dopo tutte le scelleratezze compiute da reggenti, i Savoia sono riusciti a rientrare in Italia qualche anno fa. Giovanni Passannante invece non è riuscito ad ottenere pietà.

Gino Paoli, Acustimantico, Carmen Consoli, Maria Pia De Vito, Paola Turci, Mauro Macario, Rocco De Rosa, Roberto Angelini, Remo Remotti, Sandro Portelli, Francesco Di Giacomo & Rodolfo Maltese, Renato Nicolini, Stefano Tassinari, Andrea Rivera, Gianni Mura, Tetes de bois. Sono solo alcuni degli artisti che si sono esibiti ieri in una splendida serata di sensibilizzazione storica al Teatro Palladium di Roma

Ulderico Pesce, attore, regista, autore teatrale e lucano, ha scritto e portato in scena “L’innaffiatore del cervello di Passannante“. Ha attivato una petizione online per seppellire l’anarchico. Ha ideato ed organizzato, insieme ad Alessandro De Feo, caporedattore de L’espresso, la serata del Palladium. Si sta prodigando per ottenere giustizia e soprattutto umanità verso un poveraccio umiliato persino dai libri di storia.

Vi chiedo di sottoscrivere la petizione. Al di là di idee e posizioni politiche, un morto merita rispetto e sepoltura. Qualsiasi cosa abbia fatto in vita.

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Dic 22






(articolo pubblicato oggi su Comincialitalia.net)

Ogni linguaggio è lo specchio del popolo che lo parla. I popoli latini hanno una forma di linguaggio simile tra loro – infatti si assomigliano anche somaticamente – caratterizzato dalla musicalità e da suoni dolci e calorosi, esattamente come la gente che parla quelle lingue. Allo stesso modo la durezza caratteristica dei linguaggi nordici rispecchia la rigidità climatica delle terre dove tali lingue sono parlate e dei popoli che le abitano. Non sono un antropologo né tantomeno un linguista ma credo, senza tuttavia addurre prove empiriche che questa sia una verità abbastanza valida ed accettabile.

Anche per i politici. Ed in maniera ancora più evidente se si parla di quelli italiani.

Il linguaggio di chi si fregia dell’onore di rappresentarci nelle istituzioni è esattamente come chi lo parla. Confuso, imbroglione, tendenzioso, e bugiardo. E potrei continuare all’infinito inserendo tutta una serie di aggettivi via via meno simpatici. Eppure questa casta di eletti – nel vero senso della parola – ha sviluppato con il tempo una tecnica particolarmente innovativa di espressione del pensiero e delle attività nota come Trd o Tecnica della Rivelazione Dissimulata.

Mentore ed inventore di questa straordinaria strategia comunicativa fu un Cavaliere senza cavallo, il quale applicò le straordinarie potenzialità della Trd nell’ambito politico dopo il successo incredibile ottenuto nei campi dell’editoria, della grande distribuzione, dell’edilizia, della produzione cinematografica, della finanza e della massoneria deviata.

La tecnica non è particolarmente complicata e la spiegherò con qualche esempio puramente casuale e fantasioso.

Prendiamo il caso in cui un Presidente del Consiglio abbia la necessità impellente di sistemare qualche piccola bega giudiziaria, che ne so, ad esempio un divieto di sosta, una condanna, un qualche processo SME o un All Iberian qualsiasi, un falso in bilancio, una corruzioncina, un Lodo Mondadori, una frode fiscale. Per aggiustare queste quisquilie giudiziarie si fa un paio di leggi ad personam. E non lo fa sottobanco. Lo fa con la sfacciataggine tipica del colpevole, più che con la timidezza caratteristica dell’innocente.
Ecco una corretta applicazione della Trd. Fare le cose alla luce del sole in modo da corrucciare la fronte della signora Opinione Pubblica, che giustamente si chiede “E’ mai possibile che uno compia malefatte in modo così evidente? No dai è impossibile. Chi fa qualcosa di losco lo fa di nascosto e senza farsi vedere e non è questo il caso”.
E’ su questo che fa leva la Trd: smascherare all’apparenza le macchinazioni occulte al fine di attuarle nascondendole ancora di più.

D’altronde se entri in banca a volto coperto sei lì per una rapina, se entri a volto scoperto sei lì per un prelievo. Poco conta se il passamontagna lo indossi dopo.

Come avete visto la Trd è all’apparenza molto semplice da applicare, tuttavia se cade in mani sbagliate può rivelarsi letale contro sé stessa.

Prendiamo ad esempio un altro Presidente del Consiglio che abbia la necessità impellente di restare seduto sulla sua comoda poltrona di velluto porpora il più possibile. Non può far altro che erogare oboli in favore dei fidi alleati servendosi della Trd, ora con un emendamento sulla prescrizione dei reati contabili, ora togliendo il tetto agli stipendi dei manager che era stato promesso in campagna elettorale, ora tagliando i finanziamenti alle università pubbliche ed alla ricerca senza tagliare sui costi della politica, ora regalando 100 milioni di euro alle università private (in larga parte cattoliche) oltre ad altre agevolazioni.
Sembrerebbe proprio una corretta applicazione della tecnica, se non fosse per un aspetto che in pochi hanno considerato: il disequilibrio tra la rivelazione e la dissimulazione a vantaggio di quest’ultima. Purtroppo per il carissimo signor Presidente la maggior parte delle soluzioni proposte sono state concretizzate in un cono d’ombra che ha insospettito la signora Opinione Pubblica.
L’abitudine ad agire in modo poco evidente si è rivelata funesta per le sorti del Presidente e dei suoi prodi alleati.

La vadano ad imparare da chi la sa usare, chè la tecnica della rivelazione dissimulata è arte troppo sopraffina per degli inetti e non si può improvvisare dalla sera alla mattina.

Inoltre speriamo che si decidano a fare una legge sull’eutanasia estendendola anche agli organismi politici cosicchè, resisi conto di essere moribondi e malati terminali di disonestà intellettuale prima che truffaldina, possano porre termine alle proprie sofferenze, ma soprattutto a quelle della signora Opinione Pubblica.

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Dic 21






Ieri sera, alle 23.30 circa è morto Piergiorgio Welby a seguito di una crisi cardiocircolatoria conseguenza del distacco del respiratore artificiale.
Questo evento andrebbe festeggiato, non ci dovrebbe essere spazio per le lacrime se non di gioia. Non per la scomparsa dell’uomo eccezionale, bensì per il simbolo di ciò che ha rappresentato in questi 88 giorni. Dalla lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fino a ieri sera, quando un anestesista ha eseguito la volontà del vice-presidente del’Associazione Luca Coscioni di interrompere l’accanimento terapeutico nei suoi confronti, pur sapendo di rischiare fino a 15 anni di carcere per omicidio colposo.

Sorridiamo, Piergiorgio Welby è morto ma ovunque sia in questo momento sono sicuro che non sta soffrendo quello che ha passato nell’inferno della sua malattia.

Tornerò sull’argomento…sicuramente

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Ott 24






Ho compiuto in questo istante 25 anni…mai come ora sono sfiduciato per il prossimi 25.
La colpa è del sistema Italia che non funziona. Ho cercato aiuto in Beppe Grillo, e come sempre ho trovato parole utili.
Bisogna fare qualcosa…io faccio ciò che posso.

Ho aggiornato i badge-coglioni (ora sono badge-reset). Iniziativa proposta dal comico genovese, speranza per la rinascita della penisola. E se stiamo abbracciati ad un comico per non affondare, siamo davvero alla frutta.

Potete seguire gli sviluppi dell’iniziativa Reset direttamente sul blog di beppegrillo.it.

Per il codice basta copiare ed incollare uno dei codici qui sotto:

!! reset !! - destra

!! reset !! - sinistra

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