Prima di avere un iPod Touch mi potevo definire un fruitore molto debole di YouTube. In spiccioli, mi annoiavo ad aspettare davanti allo schermo. Ora sto diventando sempre più smaliziato e riesco a scovare anche qualcosa di interessante.
Come questa iniziativa virale di Tim per diffondere un nuovo prodotto/servizio di mobile instant messaging (Tim I’m). Qui non entro nel merito del servizio (qui i dettagli per i più volenterosi ) ma mi limito a segnalare il video. Buona visione
C’è anche una community a supporto e, ovviamente il canale su YouTube. Mi sembra una campagna ben fatta. Vediamo come si evolve
Non c’è motivo che guardi il mio profilo su linkedin, leggi il mio blog o mi peschi casualmente sui centocinquantamila social network dove sono presente, se poi devi dirmi: “abbiamo valutato il suo profilo e crediamo che sia conforme alle nostre politiche in merito alla formazione della futura classe dirigente bla bla bla“. Meglio se cominci con un cordiale “AHO!“.
Non avere un atteggiamento seriale
Se mi iscrivo allo IAB Forum Roma 2008, e poi per un motivo o per l’altro non posso venirci, non mandarmi email dove mi inviti a scoprirne di più sulla tua *meravigliosa* piattaforma di e-mail marketing “a seguito dei contatti intercorsi allo IAB Forum“. Se proprio non volevi ricopiare a manina gli indirizzi email di chi aveva davvero parlato con te, almeno potevi farti dare un database profilato con gli iscritti partecipanti. Se mi tratti come tutti gli altri e non mi fai sentire speciale, come posso darti retta?
E se io sono stupido, perchè mi vuoi come amico o mi offri un posto di *responsabilità* (considerando che sono neolaureato, e nemmeno nel tuo settore)?
Non travestirti da 2.0
Se credi che 2.0 sia una moda, uno stile grafico basato su gradienti e bottoncini gommosi, o una cosa improvvisata lascia perdere. Forse dovresti continuare a fare quello che hai sempre fatto. Un’azienda 1.0 che gioca a fare la figa è come un trans che non si fa la barba. Da lontano uno può pure cascarci, ma da vicino si vede che non sei uomo donna (a meno che tu non sia Ronaldo, ma questa è un’altra storia). 2.0 è la cultura aziendale, non lo strumento che usi per diffonderla.
Non offrirmi spaghetti al ketchup
Perchè vorrebbe dire che non hai rispetto nè di me, nè degli spaghetti
E per cigno intendo un animale indubbiamente bello che ha un suo perchè.
Quest’allegoria, oltre a giustificare l’utilizzo della bella immagine scattata da Gianluca, mi serve anche per introdurre il mio pensiero a proposito dell’iniziativa Ho perso leo:
FA SCHIFO!
Ecco l’ho detto. Ora sto già meglio.
Un volantinaggio a tappeto su tutto il territorio nazionale, un finto-blog-che-più-finto-non-si-può e una buona dose di markette pagate a portali e giornali online. E’ questo il marketing viral-guerrilla-ambient-unconventional?
Vi prego ditemi di no!
Sicuramente gli saranno venute campagne migliori, tanto agli uni quanto agli altri.
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Tanto per far capire di che parlo anche a mio padre (che saluto):
Negli scorsi giorni sono comparsi nelle città italiane dei manifestini, simili a quelli che ricercano persone scomparse, in cui si diceva che era stato smarrito un leopardo. Sul volantino c’erano 3 foto e l’indirizzo di un blog dove andare a scrivere le segnalazioni.
A parte che, senza essere nè Giorgio Celli nè Piero Angela, ci si accorgeva subito che si trattava chiaramente di tre diversi esemplari, ma vabè.
Su quel blog c’erano dei post improbabili, e dei commenti più finti delle borse di Gucci alla fermata Garbatella della Metro B di Roma. Su repubblica, corriere, libero et similia invece, dei sorprendenti articoli (tutti uguali) di sorpresi giornalisti, si concludevano tutti con “sarà vero o sarà una trovata di marketing?”.
Quando arrivò il giorno della mia iscrizione all’università , i discorsi tipo, con parenti ed amici, erano:
- Beh allora hai deciso cosa prenderai?
- Si, Scienze della Comunicazione !
- (attonito) Ma come, non fai ingegneria informatica? Sei così bravo con i computer. Ti interessa internet e…
- Beh internet è comunicazione.
- Ah…beh…si… (pensiero reale: ’sto qua non c’ha voglia di fare un cazzo)
Quando qualche anno dopo, mi toccò scegliere l’indirizzo, la scena con parenti ed amici era la seguente:
- Ho scelto scienze della comunicazione istituzionale e d’impresa
- Ah, e che si fa di preciso?
- Comunicazione d’impresa, pubblicità , marketing…
- Come marketing, ma se hai sempre detto che l’economia non ti interessa. Non fai prima a fare il giornalista?
- (scuotendo il capo e pensando) Un giorno capiranno. Forse!
Poi, ad un passo dalla laurea (da queste parti si fanno tutti gli scongiuri del caso), ti trovo questa presentazione su slideshare e la vocina interiore mi dice: Bravo Enzo, avevi ragione tu in fin dei conti!
Mamma, papà … ho sempre desiderato diventare Conversation Architect.
Buona visione.
- Isn’t Marketing about selling stuff? -No. Marketing is about relationships
- Aren’t we supposed to create messages? - No. We’re supposed to reinforce affinity.
ma soprattutto quello che spiega cosa davvero volevo fare da grande:
Non si può rinunciare a dare i numeri di tanto in tanto, visto che le occasioni in cui le congiunzioni astrali sono favorevoli non sono poi molte.
Sono io. Sono uno solo. Ecco perchè non sto dietro al blog ultimamente (img by: xollob58)
Dieci come le Potenze di Dieci. Un ottimo sistema per perdersi nell’Universo e tornare indietro fino all’Infinito. Scoperta grazie al sempre ottimo Tecnoetica. (img by naughton321)
Cento. Come questo post. Il numero 100 in 22 mesi di Tech’n Roll. Oltre 600 giorni, più o meno 0.16 post al giorno.
Cinquecento. Troppo facile questa. Esce ufficialmente oggi (ma da domani sarà in vendita) la macchina che rinnova il mito italiano degli anni ‘60. Incredibile battage pubblicitario un-conventional, mastodontica operazione di marketing innovativo. Un lancio perfettamente in linea con la sua utenza potenziale. Ah, se avessero previsto anche una versione a zero emissioni sarebbe stato il massimo. Ma almeno fanno CRM (Cause related marketing)
Mille come i Mille di Garibaldi. Di cui ricorre proprio oggi il 200° compleanno. Ma anche mille come iMille.org. Da tenere d’occhio
Interroghiamoci pure, e continuamente, su cosa significhi e cosa sia virale (e cosa no). Diamo tutte le interpretazioni che vogliamo, ma una volta davanti alla realtà saremo tutti d’accordo.
Chi abita a Roma sa di cosa sto parlando.
Se c’è una macchina in doppia fila alla Bufalotta che ostruisce il passaggio, i clacson cominceranno a suonare propagandosi con una velocità tale che in pochi secondi anche un automobilista che si trova all’EUR, con la strada completamente libera, comincerà a suonare.
Il clacson è virale. Nessuno ha mai pensato di brandizzarlo?
Cos’è realmente il Web 2.0 e quali sono le sue implicazioni?
E’ una trovata di marketing o una rivoluzione nel modo di innovare e di fare business?
Quali sono gli impatti nei processi produttivi e nella cultura delle aziende?
Quali sono i nuovi servizi e modelli da tenere d’occhio in Italia?
La risposta a queste domande, se andate a Milano il 13 e 14 Giugno può costarvi ben Euro 1.640,00 + 20% I.V.A. per Partecipante.
Qua invece vi rispondo io. Gratis.
Il Web 2.0 è condivisione. Gratuita. Le sue implicazioni appartengono alla crescita socio-culturale degli individui. Livellando le diseguaglianze sociali. Il Web 2.Oltre è un mucchio di parole. A caro prezzo. Le sue implicazioni sono che sarete più poveri di 3 milioni delle vecchie lire senza alcun plus d’informazione che non si possa trovare gratis in Rete.
Il Web 2.0 è una rivoluzione culturale e sociologica. Il Web 2.Oltre è una trovata di marketing per pagare agli speaker cifre esorbitanti, fare pubblicità e guadagnare qualche soldo extra.
Gli impatti non li fa il Web 2.0. Gli impatti li fanno le persone. Invece il Web 2.Oltre avrà un grande impatto, economico e culturale. Le aziende penseranno che bisogna pagare tanto per essere al passo coi tempi, diffidando delle informazioni dal basso, con tanti saluti alla coda lunga.
Non ci sono nuovi modelli in Italia. Il modello è sempre quello. Francia o Spagna purchè se magna!
[UPDATE] L’ottimo blog dell’evento Web 2.Oltre (linkato proprio qui sopra) è esattamente ciò che intendo quando parlo di “plus d’informazione che si trova gratis in rete”. C’è già tutto. E si risparmiano pure i milleseicentoquarantaeuropiùiva
Chi conosce La Sapienza sa benissimo che le tasse universitarie si pagano solo presso la Banca di Roma, istituto cassiere dell’università .
Bene, l’altro giorno mi trovavo proprio in una filiale di questa banca per pagare le tasse universitarie.
Dopo aver finito (ero con un amico), mi sono sentito chiamare da Piero Fassino (ok ok, era solo un sosia, ma identico).
Ecco un breve resoconto del discorso:
Lui:La nostra banca… bla bla bla… i ggiovani bla bla bla… il conto corrente ggiovani bla bla bla… l’attenzione ai ggiovani… bla bla bla Io: Yahwn (sbadiglio ed annuisco) Lui:Il conto per i ggiovani, ha un costo contenuto, solo 2.50 euro al mese. Il più basso della concorrenza… bla bla bla Io:Mah, e per quanto riguarda i tassi? Lui:No vabbè i tassi creditori sono quasi zero, alla fine è un conto per i ggiovani, però c’è la carta di credito ricaricabile capitalia. Io:Ah si? (che idea originale, penso) Che condizioni ci sono per la ricaricabile? Lui:Le più basse del mercato, 12.50 euro di costo annuale (!!!!), 1 euro per la ricarica al bancomat o via internet, 2 euro per la ricarica allo sportello, come vedi sono le più convenienti Io (penso): Ma che caspita dici idiota che non sei altro, ma sei impazzito? Guarda nella migliore delle ipotesi siete al pari con la concorrenza, ma vergogna!! Io (dico): Ah! Lui:Guarda ti lascio il prospetto del conto ggiovani, della carta ggiovani, così te lo leggi e torni qui se vuoi aprire il conto ggiovane pensato per i ggiovani. Io:Ok, alla prossima ciao ciao.
Perchè credono che i clienti, soprattutto ggiovani, siano disinformati? Perchè ci credono stupidi? Secondo voi avrei dovuto dirglielo che non m’importava una cippa del suo conto ggiovani? Avrei dovuto dirgli che ci sono Banche a costo ZERO, e con tassi al 3.75, con la ricaricabile gratis, e le ricariche senza commissioni? Ma soprattutto avrei dovuto dirgli che io a Geronzi non gli voglio dare neanche un centesimo?
Tanto per non sembrare un trascuratore di blog propri, ecco qualche pensiero di questi giorni:
La Chiesa non perde occasione per tenere la bocca chiusa. La lettera del neo-guardiano-della-fede Bagnasco mi ha fatto rabbrividire. Uno stato sovrano intima ai parlamentari di un altro stato sovrano, di non votare la legge sui DICO oppure…chissà che succederà .
L’Iran ha arrestato 15 marinai inglesi, colpevoli secondo lo stato islamico di aver invaso le acque territoriali iraniane. Londra smentisce. Lo stato sovrano d’Iran intima allo stato sovrano di Gran Bretagna, di ammettere lo sconfinamento oppure…chissà che succederà .
C’è diversa gente in Rete e fuori, che rappresenta alla perfezione il classico detto “fate come dico, non fate come faccio”.
Il progetto Bloglab è in fase di partenza. Ho espresso a Stefano Epifani il mio scetticismo. Non sul progetto in sè, ma sull’eccessiva convinzione che bisogni progettare tutto, anche i blog, che continuo a ritenere la massima espressione della spontaneità comunicativa. Sarò smentito? Lo auguro a tutti i futuri progettisti di blog.
Sto leggendo Il Banchiere dei poveri di Mohammad Yunus, premio nobel per la pace. Entro questa vita devo stringere la mano a quell’uomo, o la mia esistenza non potrà dirsi completamente soddisfacente.
Qui non si è parlato di Italia.it e del logo dello scandalo, essenzialmente per mancanza di tempo. Tanto per fare un po’ il radical-chic dico che non l’ho fatto per evitare di aumentare il rumore già assordante sull’argomento.
Qui non si parla di moda e fashion, quindi qui non si parla di Second Life. Tantomeno lo si linka. Pazienza se Repubblica ci sta facendo un corso di storia e se Gabetti ci ha aperto una second-filiale.
La cdl ha fatto una figura barbina nel votare contro la missione in Afghanistan al Senato. I politici fanno schifo, va bene. Ma i non-politici che siedono comunque in parlamento?