Mag 7






Attenzione, ho come la vaga sensazione che quando un’azienda parla di comunicazione a 360°, in realtà intenda metterci 4 volte a 90°

Technorati tags , ,

Mag 4






Scopro soltanto in questo momento che il 6 marzo 2007 è morto a Parigi Jean Baudrillard, sociologo e filosofo francese, tra i più importanti esponenti del secolo.
Nel capitolo che sto scrivendo per la tesi non potevo prescindere dai suoi scritti. Negli ultimi giorni ho dovuto intrattenere un rapporto molto stretto con lui e con il suo pensiero. Eravamo diventati quasi amici. E ora scopro che se n’è andato qualche giorno fa. Non si fa così, uffa.

Tutti sono uguali di fronte agli oggetti in quanto valore d’uso, ma non tutti sono uguali di fronte agli oggetti in quanto segni.

Se la pubblicità sparisse, non si rimarrebbe certo delusi sul piano dell’informazione. Lo si sarebbe su quello della seduzione.

Per approfondimenti vedi anche Baudrillard su Wikipedia e su Wikiquote

Technorati tags , , ,

Apr 20






La cosa che mi piace della trasmissione “I Raccomandati” in onda su raiuno in questo preciso istante, è il titolo. Il quale la rende la prima vera ed unica trasmissione-specchio della società italiana.
Il format è semplice: ci sono delle esibizioni in tv di alcuni individui, i raccomandabili, parenti o amici di presunti vip, i raccomandatari, che a loro volta sono raccomandati da qualcuno più in alto e così via.

Finalmente qualcuno che istituzionalizza il costume italiano. Perchè dobbiamo fingere di essere diversi da come siamo?

Technorati tags , , ,

Mar 29






Tanto per non sembrare un trascuratore di blog propri, ecco qualche pensiero di questi giorni:

  • La Chiesa non perde occasione per tenere la bocca chiusa. La lettera del neo-guardiano-della-fede Bagnasco mi ha fatto rabbrividire. Uno stato sovrano intima ai parlamentari di un altro stato sovrano, di non votare la legge sui DICO oppure…chissà che succederà.
  • L’Iran ha arrestato 15 marinai inglesi, colpevoli secondo lo stato islamico di aver invaso le acque territoriali iraniane. Londra smentisce. Lo stato sovrano d’Iran intima allo stato sovrano di Gran Bretagna, di ammettere lo sconfinamento oppure…chissà che succederà.
  • C’è diversa gente in Rete e fuori, che rappresenta alla perfezione il classico detto “fate come dico, non fate come faccio”.
  • Il progetto Bloglab è in fase di partenza. Ho espresso a Stefano Epifani il mio scetticismo. Non sul progetto in sè, ma sull’eccessiva convinzione che bisogni progettare tutto, anche i blog, che continuo a ritenere la massima espressione della spontaneità comunicativa. Sarò smentito? Lo auguro a tutti i futuri progettisti di blog.
  • Sto leggendo Il Banchiere dei poveri di Mohammad Yunus, premio nobel per la pace. Entro questa vita devo stringere la mano a quell’uomo, o la mia esistenza non potrà dirsi completamente soddisfacente.
  • Qui non si è parlato di Italia.it e del logo dello scandalo, essenzialmente per mancanza di tempo. Tanto per fare un po’ il radical-chic dico che non l’ho fatto per evitare di aumentare il rumore già assordante sull’argomento.
  • Qui non si parla di moda e fashion, quindi qui non si parla di Second Life. Tantomeno lo si linka. Pazienza se Repubblica ci sta facendo un corso di storia e se Gabetti ci ha aperto una second-filiale.
  • La cdl ha fatto una figura barbina nel votare contro la missione in Afghanistan al Senato. I politici fanno schifo, va bene. Ma i non-politici che siedono comunque in parlamento?

Technorati tags , , , , ,

Mar 10






Questa storia mi ha fatto sorridere molto appena l’ho saputa e mi ha fatto riflettere sulla ciclicità degli eventi.

Era il 1978 quando mio padre si laureò in Scienze Agrarie a Milano. Una volta tornato al paesino della Basilicata si prese qualche tempo di riposo e relax per recuperare dalle fatiche post-tesi.

Una mattina mio nonno, nonchè mio omonimo come da prassi tipicamente meridionale, si avvicinò a mio padre e svegliandolo gli disse:

nonn ‘e fajs bene accussì. Tu dorms ma ai cingh e menz d’a matìn aver’sa stè ndà chiazz a parlè cchi cuntadine. Se aspett’s ca venene lore add te fè notte

(trad. Continuando così non combinerai niente di buono. Tu dormi ma alle cinque e mezza del mattino dovresti essere in piazza a parlare con i contadini. Se aspetti che vengono loro da te stai fresco)

Aggiungendo inoltre che se in piazza ci vai alle 8, puoi soltanto chiacchierare con i perdigiorno, perchè i contadini alle 6 sono tutti in campagna e probabilmente non hanno più bisogno di un agronomo.

Mio nonno già 30 anni fa parlava di marketing, di Customer relationship, di arena pubblica, di social network.
Mio nonno, contadino e taglialegna, 30 anni fa ha inventato i corporate blog.

NB: la parte in dialetto è volutamente scritta in lingua originale per non togliere la musicalità e la poesia alla lingua vernacolare portata alle soglie del Premio Nobel per la Letteratura alla fine degli anni 80 da Albino Pierro, poeta dialettale tursitano di fama internazionale.

Dic 8






In questi giorni su fluido si è sviluppato un interessante scambio di opinioni sul tema dei business/corporate blog.

La blogosfera è considerata dal mondo dell’impresa prevalentemente come un’entità da sfruttare, uno strumento su cui investire, quasi una scelta obbligata in questi tempi di duepuntozero dove tutto sembra più dettato dalla moda transitoria che dalla necessità reale di un’apertura verso le tanto osannate conversazioni.

Questa ignoranza, intesa nel senso migliore del termine ovvero

inconsapevolezza di chi, all’oscuro di fatti o situazioni, vive sereno senza apprensioni o dubbi
(fonte
DeMauro-Paravia)

è un boccone troppo prelibato per alcune agenzie, che infatti non si lasciano sfuggire l’occasione di vendere l’invendibile.
Spesso addirittura nascondendosi dietro squallide esternazioni di buona fede tipo: meglio di niente o il peggiore almeno diamo qualche timido segnale di apertura anche in Italia.

Dare segnali di apertura verso le nuove tecnologie non significa fare porcherie (la rima è spontanea, lo giuro), e se non vogliamo proprio parlare di etica d’impresa (e ce ne sarebbero di cose da dire), possiamo semplicemente dire che è una questione di rispetto verso il target.
In mancanza di dati ufficiali, che sono sicuro stanno da qualche parte, credo che la maggior parte dei lettori di blog, sia a sua volta blogger.

Cosa significa questo?

Partiamo dal presupposto che l’obiettivo di un blog aziendale è generare conversazioni positive intorno al brand/prodotto/servizio/azienda.
Le conversazioni positive nella blogosfera si generano spontaneamente, quindi non c’è spazio per la persuasione o per i comportamenti indotti. I blogger tutto questo lo sanno, e presumibilmente è per questo motivo che ne hanno aperto uno: per esprimere liberamente la propria opinione in una rete sociale, al riparo da prevaricazioni ed influenze. Priva di una vera e propria autorità di controllo, la blogosfera ripudia ed allontana in maniera completamente autonoma le mele marce. Esattamente come il corpo umano espelle gli scarti.

Arrivo al dunque: nella blogosfera non c’è spazio per le bugie, gli inganni e le persuasioni. Ci possono essere in pubblicità, nel direct-marketing, nei comunicati stampa, nelle pubbliche relazioni, nei contenuti dei convegni (dove nessuno è attento al discorso più di quanto non lo sia verso la signorina in tailleur che da li a poco offrirà da bere al coffee break) ma non nella blogosfera.

Ecco perchè non credo nella bontà, e nella buonafede del 98,94% (stima approssimativa) dei progetti di blog aziendale venduti da apposite e *fantomatiche* agenzie.

Il blog è spontaneo, se un’azienda sente il bisogno di aprirlo, lo fa da sè, senza che nessuno le insegni come fare. Se l’azienda non recepisce questo bisogno molto probabilmente non ha necessità di un blog aziendale.

Sono del parere che gli esperti di comunicazione debbano sussurrare l’esistenza dei blog alle aziende, senza urlargliela con proclami entusiastici, e senza tenere i piedi ben piantati in aria. Le aziende sapranno capire da sole se sono pronte ad aprirsi alle conversazioni, sapranno capire se non è il momento o se non è affatto il caso.

Solo perchè i mercati sono conversazioni, non è detto che bisogna vendere chiacchiere vuote.

Non è il Vietnam, è la blogosfera, ci sono delle regole cazzo!

avrebbe parafrasato Walter ne “Il Grande Lebowski“.

Technorati Tags: , , , , ,

Set 28






Più o meno 10 mesi fa scrivevo a proposito della mia probabile tesi sul business blog.

In questi dieci mesi sono cambiate un sacco di cose, in particolare ho assistito all’eclissi della mia visione idealistica della comunicazione online. Vado al punto: non credo più nei business blog!

Il cluetrain manifesto sarà pure un documento carico di speranze e di buone intenzioni ma ogni tanto bisogna scontrarsi con la dura realtà e scoprire che fondamentalmente le aziende se ne sbattono di aprirsi ai consumatori, sentirne i consigli ed assecondarne le esigenze.

Ho visto aziende usare i blog come un detersivo per lavare le magagne, ho visto aziende chiamare blog degli ibridi che non saprei come definire, ho visto i guru della blogosfera nostrana diffondere il verbo della comunicazione pulita, riempirsi la bocca di parole come tools, brief, target e riempire in realtà solo le proprie tasche. Ho visto questi predicatori che arringavano il pubblico profumatamente pagante e lo ammonivano sugli errori da non commettere, e poi, una volta tornati a casa propria, stuprare l’etica aziendale di cui tanto amano riempirsi la bocca ed abbandonarla come una prostituta all’angolo della strada. In totale devozione al primo comandamento: fate come dico ma non fate come faccio.

Come potevo ancora credere in quei princìpi dopo questo scontro frontale? Come potevo scrivere una tesi di laurea su un argomento in cui non avevo fiducia?

Anche per questo ho abbandonato il blog al suo destino. Non lo sento più mio. Sento che qualcosa del nostro legame si è rotto e ci trasciniamo a vicenda finchè dura.

Intanto le cose sono andate avanti, sto attraversando un periodo positivo da diversi punti di vista. Mi hanno accettato un progetto di tesi che mi sta entusiasmando non poco. Sempre in ambito pubblicitario ma molto più convenzionale. Poi ci sono progetti nuovi e diverse idee da realizzare.

Hasta luego

Technorati Tags: , , , ,

Lug 12






La più grande raccolta di luoghi comuni su Scienze della Comunicazione.
Cose che ti aspetti da Calderoli, piuttosto che da un incanutito ultracinquantenne che scrive su una delle testate più famose (dopo quella di Zidane a Materazzi) del panorama giornalistico nazionale.

Ecco qualche stralcio (ma vi invito a leggere l’articolo il post completo.):

Quel corso di laurea non solo non vi darà la preparazione necessaria a lavorare nei media, per i quali credo non esistano (e forse è una fortuna) vere e proprie istituzioni che possano preparare fino in fondo.

Ho incontrato ragazzi che… volevano fare una tesi su internet. Ha fatto delle ricerche su Google? “Sì, eccole”. E capivi parlando che la ricerca su Google non era stata fatta, o che era stata fatta senza quel “raffinamento” che è il frutto di mille e mille volte che devi lambiccarti su un problema ed imparare a sgrossarlo, a renderlo sottile e lucido come un sasso consumato dal mare.

Scappate, ragazzi: verso una facoltà seria, una di scienze “dure”, una che vi faccia “fare il mazzo” sui libri e che bocci senza pietà agli esami o meglio che vi faccia spendere tanto tempo in sessioni di lavoro comune, con i i professori e gli altri studenti, con tanto lavoro finalizzato al metodo e in uno spirito di gruppo.

Signor Zambardino, non è che questo becero generalizzare, che non ci si aspetta da un Giornalista come lei, nasconde un terrore latente di essere messo da parte? Non è la paura di scoprire che nell’esercito dei nuovi comunicatori (circa 100mila secondo le stime) ci possa essere qualcuno che intacchi la sua invidiabile (non da tutti) posizione? Ci sono decine di corsi di laurea attrezzati come efficienti parcheggi multipiano, eppure concentra il suo astio solo nei confronti di SdC.

Stia tranquillo Zambardino, il suo posto è al sicuro grazie all’ Ordine dei Giornalisti. Almeno finchè San Bersani (Pierluigi il ministro, non Samuele il cantante *) non decida di interrompere quel terribile tanfo di vecchio che appesta il panorama della comunicazione italiana.

*: la nota è per TUTTI gli studenti di SdC. Meglio specificare, ignoranti come sono siamo.

Technorati Tags: , ,

Mar 29






Aldo Montano questa sera potrebbe uscire dalla Fattoria e potrebbe non riabbracciare la sua fidanzata, Manuela Arcuri. Pare infatti che negli ultimi tempi la formosa attrice (!!) si sia riavvicinata al suo storico ex Francesco Coco.
Pensiero spontaneo: Non c’è proprio niente di importante da dire al TG5 della sera? Evidentemente no.
Pensiero smentito. Seguono 10 secondi sull’andamento di Wall Street.
Senza parole
Pare che al TG5 abbiano una strana concezione dell’Agenda Setting (in due parole: processo di determinazione della rilevanza delle notizie).

Technorati Tags: , ,

Mar 29






Sottotitolo: Quando c’era la libertà d’espressione.

L’ennesima dimostrazione dell’arroganza di alcune aziende nei confronti dei suoi interlocutori (non solo consumatori) si è avuta recentemente quando il Tribunale di Alba ha intimato a Stefano Bonilli (direttore del Gambero Rosso) di cancellare un post dal blog Papero Giallo per lesa reputazione di un prodotto e dell’immagine dell’azienda produttrice.

La richiesta viene dalla Distilleria Levi Serafino produttrice della Grappa Levi. Di quali colpe si sarà macchiato il blogger (nonchè giornalista professionista)?

Ipse Scriptit (non so se si dice così) :

(…) le sue bottiglie, con etichette disegnate a mano, sono diventate famose nel mondo. Ma qui non stiamo parlando di un pittore ma di un produttore di grappa e allora bisogna anche aggiungere che bere un sorso della grappa di Romano Levi vuol dire bere un sorso di alcol metilico, il che ha ben poco di ecologico. Bisogna dire che dal suo vecchio alambicco (forse è troppo vecchio?) a fuoco diretto esce una grappa che, con un eufemismo, definiremmo “pesantissima” e che le etichette saranno anche belle ma la grappa no, non è “bella”. Provare per credere.”

Poche semplici considerazioni:

  • Le aziende sono lontane anni luce da quello che io (e per fortuna non solo io) intendo per comunicazione d’impresa
  • Simili atteggiamenti censori si possono trasformare in clamorosi boomerang contro l’azienda. Nonostante io non sia un consumatore di grappe et similia, sarò pronto a sconsigliarne l’acquisto se si dovesse verificare la situazione
  • Censurare un blog, e censurare in generale, mi sembra una soluzione in barba alla Costituzione ed ai principi che la ispirarono 60 anni fa (ma di questo aspetto abbiamo esempi ben peggiori)
  • Comprendo la rosicata tremenda dell’azienda nel leggere quelle parole, ma quando certe cose te le dice una pubblicazione così autorevole qualche campanello d’allarme deve scattare
  • Piuttosto avrei contattato amichevolmente l’autore di tale commento per consigliare un assaggio più approfondito. Magari con un invito a visitare gli impianti di produzione e considerare le sue critiche come base di partenza per una eventuale miglioramento del prodotto. Questo è il marketing positivo!

Quando capiranno che il cluetrain non scherzava affatto?

Technorati Tags: , , ,

« Previous Entries