Set 26






Il titolo si spiega da sé, ma è necessaria una premessa.

La parte attiva della Rete (quella che i blogger, vip o meno, chiamano parte abitata), durante il mese di luglio è stata scossa da un video caratterizzato da un obiettivo oltremodo ambizioso:

Codice Internet è un progetto, fatto di eventi/iniziative in tutta Italia, per divulgare Internet in Italia, per diffondere la Rete e la cultura del web alle persone. (#)

Le premesse - ottime in partenza - mi hanno spinto a registrarmi, così come altri miei amici con cui condivido dei valori che - per noi - non sono trattabili con compromessi di alcun tipo.
Purtroppo l’estate alle porte mi ha costretto a non partecipare ad alcuna discussione causa meritate vacanze. Al rientro settembrino scopro che il progetto è andato avanti ed ha allargato la base dei partecipanti. Solo che forse si è allargato un po’ troppo.

Non credo che per spiegare internet alle persone, si debbano fare incontri a Milano con esponenti dei media tradizionali. Proprio quelli che demonizzano internet sui loro schermi ogni tre per due. Non è l’evento fighetto bloggerchic - a mio avviso - lo strumento giusto per spiegare internet alle persone.

Cosa possono saperne di Rete Emilio Carelli e/o Claudio Cecchetto? Come vogliono divulgare internet alle persone? Con una diretta fiume di 40 ore ininterrotte di Gioca-Jouer su SkyTG24?

Bisogna andare da mia nonna a spiegarglielo (era un esempio, a lei lo spiego già io), bisogna andare dai contadini lucani a spiegargli perchè internet è importante e come potrebbe impattare sul loro lavoro. Bisogna andare per le strade a parlare con la gente.

Usare la Rete per imparare e crescere professionalmente e culturalmente permette di creare un bagaglio di esperienze tendenzialmente infinito. Se non lasciamo qualcosa nel mondo vero - quello offline per intenderci - questo bagaglio a lungo andare diventa un peso.
Rinchiudersi in circoli elitari e pontificare sul nulla più assoluto non credo sia il modo corretto di portare la Rete fuori dalla Rete.

Per questo esco da Codice Internet, senza avervi peraltro mai partecipato attivamente. Io continuerò a fare come sto facendo. Male non può fare. Al massimo mi perdo qualche aperitivo trendy con qualche deficiente che definisce l’11 settembre “un’idea creativa della madonna” (via Marco Camisani Calzolari).

Lug 20






Stress

Mi ero promesso di scrivere un po’ di più nel blog, ma un periodo così stressante (e stimolante) di lavoro mi ha distolto dall’impegno preso.

In questi giorni sono andati online diversi progetti web di cui ho curato di volta in volta il design, l’architettura dell’informazione e l’usabilità. A volte anche tutte queste cose contemporaneamente.

Comincio con due siti che ho seguito durante il mio lavoro “ufficiale”:
Toscano Vacanze e Guidobaldi. Con il secondo che è l’evoluzione del primo, dal momento che è facile notare come siano molto simili. Si tratta di due siti di offerta dove vengono presentati due particolari tipologie di immobili tratte del portafoglio immobiliare della Toscano: gli immobili di vacanza e gli immobili di prestigio. Entrambi i siti sono in fase beta, quindi eventuali anomalie sono assolutamente da mettere in conto. Stiamo lavorando per risolverle.

Se il lavoro “ufficiale” è regolato da orari ben delineati, lo stesso non si può dire di quello “non-ufficiale”, dove il limite temporale viene definito dalla stanchezza fisica.
Come freelance ho lanciato in questi giorni il nuovo sito del Blues in Town, il festival internazionale di musica blues che si tiene ogni anno a Policoro, il mio paese. Un regalo che sto facendo a questi amici per ringraziarli dell’evento assolutamente gratuito che realizzano da 5 anni ogni estate. Se potete, veniteci. Ne vale la pena.

Qualche settimana fa, invece, è andato online un progetto di cui ho curato esclusivamente la realizzazione del myspace e gli adattamenti per rendere il tema del blog (su wordpress.com) più in linea possibile con il manuale di stile del marchio prestigioso e internazionale: Sony. (Del progetto in se ne ha già parlato Gianluca).

Il bello di poter lavorare in così poco tempo a così tante cose diverse tra loro è una bella prova per la resistenza. Il dover stare costantemente in tensione mi genera comunque una sensazione piacevole. Erano anni che non mi immergevo totalmente in un progetto al punto di non rendermi conto del tempo che passa.

Tutto sommato sono stanco ma contento di questo periodo, che mi ha permesso di risvegliare e rinfrescare le mie conoscenze sui CSS, sull’HTML e sull’architettura dell’informazione. Ancora non è finita…ma tra due settimane sarà vacanza. Finalmente.

(la foto è di Phoenix828979)

Giu 28






Ormai è da qualche giorno che è presente anche il link qui nella sidebar quindi non mi posso più nascondere.

Da qualche tempo ho cominciato a raccogliere pensieri e riflessioni sui social media e sulla possibilità di introdurli nelle aziende, ma questo spazio mi sembrava troppo eterogeneo e stilisticamente variegato per poterli esporre con chiarezza.

La soluzione più immediata è stata quella di aprire un altro blog, con post meno frequenti di Tech’n Roll (il che non è di buono auspicio, lo ammetto, ma cercherò di invertire la tendenza).
Insomma è nato SocialMediaWanderer.com, luogo ideale per ospitare i miei vagabondaggi in qualcosa di più serio del normale e sacrosanto cazzeggio.

Qualora lo vogliate, sentitevi liberi di seguirlo. Sta lì apposta!

Mag 26






spaghetti and ketchup

In attesa di trovare il tempo per andare a comprare il libro di Marco Massarotto:

Le 5 cose da non fare (a me) nelle internet pr:

  1. Non essere formale con me
  2. Non c’è motivo che guardi il mio profilo su linkedin, leggi il mio blog o mi peschi casualmente sui centocinquantamila social network dove sono presente, se poi devi dirmi: “abbiamo valutato il suo profilo e crediamo che sia conforme alle nostre politiche in merito alla formazione della futura classe dirigente bla bla bla“. Meglio se cominci con un cordiale “AHO!“.

  3. Non avere un atteggiamento seriale
  4. Se mi iscrivo allo IAB Forum Roma 2008, e poi per un motivo o per l’altro non posso venirci, non mandarmi email dove mi inviti a scoprirne di più sulla tua *meravigliosa* piattaforma di e-mail marketing “a seguito dei contatti intercorsi allo IAB Forum“. Se proprio non volevi ricopiare a manina gli indirizzi email di chi aveva davvero parlato con te, almeno potevi farti dare un database profilato con gli iscritti partecipanti. Se mi tratti come tutti gli altri e non mi fai sentire speciale, come posso darti retta?

  5. Non credere che io sia uno stupido
  6. Se i mercati sono conversazioni, la moneta che si usa è la sincerità. Se sei un’automobile e ti proponi come mia amica su facebook, pensi che io sia uno stupido. Se mi proponi di entrare come manager nella tua banca, non hai mai letto il mio blog, dove esprimo più volte cosa ne penso del tuo capo, e la mia opinione sulle banche. Quindi pensi che io sia stupido.

    E se io sono stupido, perchè mi vuoi come amico o mi offri un posto di *responsabilità* (considerando che sono neolaureato, e nemmeno nel tuo settore)?

  7. Non travestirti da 2.0
  8. Se credi che 2.0 sia una moda, uno stile grafico basato su gradienti e bottoncini gommosi, o una cosa improvvisata lascia perdere. Forse dovresti continuare a fare quello che hai sempre fatto. Un’azienda 1.0 che gioca a fare la figa è come un trans che non si fa la barba. Da lontano uno può pure cascarci, ma da vicino si vede che non sei uomo donna (a meno che tu non sia Ronaldo, ma questa è un’altra storia).
    2.0 è la cultura aziendale, non lo strumento che usi per diffonderla.

  9. Non offrirmi spaghetti al ketchup
  10. Perchè vorrebbe dire che non hai rispetto nè di me, nè degli spaghetti :P

(foto di Bill Rohel)

Mag 15






Cigno: foto di Haring
(foto di Haring)

E per cigno intendo un animale indubbiamente bello che ha un suo perchè.
Quest’allegoria, oltre a giustificare l’utilizzo della bella immagine scattata da Gianluca, mi serve anche per introdurre il mio pensiero a proposito dell’iniziativa Ho perso leo:

FA SCHIFO!

Ecco l’ho detto. Ora sto già meglio.
Un volantinaggio a tappeto su tutto il territorio nazionale, un finto-blog-che-più-finto-non-si-può e una buona dose di markette pagate a portali e giornali online.
E’ questo il marketing viral-guerrilla-ambient-unconventional?
Vi prego ditemi di no!

L’agenzia è la Xister di Roma. Il cliente è Jeep.

Sicuramente gli saranno venute campagne migliori, tanto agli uni quanto agli altri.

Tanto per far capire di che parlo anche a mio padre (che saluto):

Negli scorsi giorni sono comparsi nelle città italiane dei manifestini, simili a quelli che ricercano persone scomparse, in cui si diceva che era stato smarrito un leopardo. Sul volantino c’erano 3 foto e l’indirizzo di un blog dove andare a scrivere le segnalazioni.
A parte che, senza essere nè Giorgio Celli nè Piero Angela, ci si accorgeva subito che si trattava chiaramente di tre diversi esemplari, ma vabè.

Su quel blog c’erano dei post improbabili, e dei commenti più finti delle borse di Gucci alla fermata Garbatella della Metro B di Roma. Su repubblica, corriere, libero et similia invece, dei sorprendenti articoli (tutti uguali) di sorpresi giornalisti, si concludevano tutti con “sarà vero o sarà una trovata di marketing?”.

Giudizio finale:

  • Originalità dell’idea: 2
  • Uso del Web 2.0: 2
  • Copywriting: 3
  • Art Direction: 4
  • Media Planning: 1
  • Giudizio Complessivo (media): 2.4

Mar 8






Un po’ perchè non ho avuto il tempo, un po’ perchè ho avuto altre cose da fare, ho dimenticato di fare una segnalazione importante.

Da circa un mese lavoro per Gruppo Toscano. Tranquilli non ho cambiato settore, e non mi sono messo a vendere case. E’ sempre il web la mia passione e la mia attività principale.

Mi sto finalmente occupando di web marketing in maniera operativa, dopo averlo fatto per anni in maniera quasi esclusivamente teorica, potendo crescere anche a livello di competenze e di esperienza. Mai avrei accettato un lavoro in un settore “convenzionale” se non mi fossi convinto che avrei trovato ampi margini di innovazione e di sperimentazione su IT e soluzioni web-based all’interno dell’azienda. A cominciare dal Toscano Corporate Blog, primo corporate blog nel settore immobiliare.

Come hai detto? Si, di tanto in tanto scrivo anche lì ;)

NB: il presente post vale anche come disclaimer

Ott 15






Via Twitter (David Armano) scopro questa risorsa per chi, come me, comincia ad interessarsi alla User Experience da relativamente poco.
La lista dei migliori 100 blog incentrati sull’utente.

PS: In ritardo come al solito, noto che Twitter ha i suoi vantaggi.

Lug 4






Non si può rinunciare a dare i numeri di tanto in tanto, visto che le occasioni in cui le congiunzioni astrali sono favorevoli non sono poi molte.

Number One

Sono io. Sono uno solo. Ecco perchè non sto dietro al blog ultimamente (img by: xollob58)

number ten

Dieci come le Potenze di Dieci. Un ottimo sistema per perdersi nell’Universo e tornare indietro fino all’Infinito. Scoperta grazie al sempre ottimo Tecnoetica. (img by naughton321)

hundred

Cento. Come questo post. Il numero 100 in 22 mesi di Tech’n Roll. Oltre 600 giorni, più o meno 0.16 post al giorno.

Fiat 500 Design

Cinquecento. Troppo facile questa. Esce ufficialmente oggi (ma da domani sarà in vendita) la macchina che rinnova il mito italiano degli anni ‘60. Incredibile battage pubblicitario un-conventional, mastodontica operazione di marketing innovativo. Un lancio perfettamente in linea con la sua utenza potenziale. Ah, se avessero previsto anche una versione a zero emissioni sarebbe stato il massimo. Ma almeno fanno CRM (Cause related marketing)

i Mille

Mille come i Mille di Garibaldi. Di cui ricorre proprio oggi il 200° compleanno. Ma anche mille come iMille.org. Da tenere d’occhio

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Giu 9






Pensando alla blogosfera, il modo più semplice per spiegarla ad chi è fuori dal giro è paragonarla all’Universo.
In particolare, per quanto riguarda l’aspetto sono pressochè identici, infatti la blogosfera, come l’Universo:

  • E’ in costante espansione.
  • Non ha una forma geometrica.
  • Non si può misurare con precisione.
  • E’ potenzialmente infinito, ma ha dei confini

E per quanto riguarda ciò che questa grande scatola contiene? Partendo dal presupposto che ogni blog sia un pianeta, ci sono quindi:

  • le galassie: raggruppamenti di blog con tratti comuni molto generici (es. la lingua).
  • le stelle ed i sistemi solari: blogstar con alto tasso di influenza, attorno a cui ruotano gli altri che trattano argomenti simili.
  • i satelliti: blog che girano intorno ad i blog con un seguito più contenuto. Diciamo la coda della coda lunga.

Ovviamente ci sono anche le differenze:

  • L’universo, nonostante la dinamicità conseguente a tutto il “giramento”, pare regolato da leggi solide. Un sistema solare non si incrocia con un altro. Un pianeta del sistema di Alpha Centauri, non ruoterà mai intorno ad Andromeda. La blogosfera è liquida, si può appartenere a diverse galassie, a diversi sistemi solari, come pure a diversi pianeti.

L’elenco è incompleto. Chi vuole aggiungere qualcosa?

PS: Tutto questo prende spunto da una riflessione che ho fatto l’altra sera a proposito di “ma quant’è piccola la blogosfera”. Facendo blog-surfin’ sono atterrato su un blog che avevo già visitato in passato. Uno di quei blog carichi di consigli che “prima o poi lo aggiungo al feed reader”. Insomma per una volta la curiosità si è spinta oltre portandomi a cliccare su “chi sono”. Stupore e meraviglia: una mia ex compagna di liceo, seduta esattamente al posto dietro di me per anni, si occupa di web-content ed ha aperto Scrivere per il Web, un blog da consigliare insomma.

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Mag 22






  1. Cos’è realmente il Web 2.0 e quali sono le sue implicazioni?
  2. E’ una trovata di marketing o una rivoluzione nel modo di innovare e di fare business?
  3. Quali sono gli impatti nei processi produttivi e nella cultura delle aziende?
  4. Quali sono i nuovi servizi e modelli da tenere d’occhio in Italia?

La risposta a queste domande, se andate a Milano il 13 e 14 Giugno può costarvi ben Euro 1.640,00 + 20% I.V.A. per Partecipante.

Qua invece vi rispondo io. Gratis.

  1. Il Web 2.0 è condivisione. Gratuita. Le sue implicazioni appartengono alla crescita socio-culturale degli individui. Livellando le diseguaglianze sociali. Il Web 2.Oltre è un mucchio di parole. A caro prezzo. Le sue implicazioni sono che sarete più poveri di 3 milioni delle vecchie lire senza alcun plus d’informazione che non si possa trovare gratis in Rete.
  2. Il Web 2.0 è una rivoluzione culturale e sociologica. Il Web 2.Oltre è una trovata di marketing per pagare agli speaker cifre esorbitanti, fare pubblicità e guadagnare qualche soldo extra.
  3. Gli impatti non li fa il Web 2.0. Gli impatti li fanno le persone. Invece il Web 2.Oltre avrà un grande impatto, economico e culturale. Le aziende penseranno che bisogna pagare tanto per essere al passo coi tempi, diffidando delle informazioni dal basso, con tanti saluti alla coda lunga.
  4. Non ci sono nuovi modelli in Italia. Il modello è sempre quello. Francia o Spagna purchè se magna!

Link per capirci di più:

[UPDATE] L’ottimo blog dell’evento Web 2.Oltre (linkato proprio qui sopra) è esattamente ciò che intendo quando parlo di “plus d’informazione che si trova gratis in rete”. C’è già tutto. E si risparmiano pure i milleseicentoquarantaeuropiùiva ;)

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