giu 25






Stupefacente campagna di Amnesty International. Oro al festival di Cannes. L’agenzia è la TBWA di Parigi.

Ogni altro commento sarebbe superfluo

(via CampagneSociali)

Category: Public Awareness Messages
Title: SIGNATURE
Advertiser/Client: AMNESTY INTERNATIONAL
Product/Service: HUMAN RIGHTS AWARENESS
Entrant Company: TBWA\PARIS
Country: FRANCE
Advertising Agency: TBWA\PARIS
Country: FRANCE
Executive Creative Director: Erik Vervroegen
Creative Director: Erik Vervroegen
Copywriter: Stephane Gaubert/Stephanie Thomasson
Art Director: Stephanie Thomasson/Stephane Gaubert
Account Supervisor: Guillaume Allilaire
Production Company, City: MAGIC LAB, Montreuil
Country: FRANCE
Director: Philippe Grammaticopoulos
Producer: Maxime Boiron

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mag 15






Pistoleros

Splendida immagine su Repubblica.it un’oretta fa circa.

Non c’è che dire, proprio uno splendido esempio di advertising pertinente nonchè frutto di un planning ineccepibile.

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set 28






Whisper - from flickr.comGuardando la partita questa sera in tv, bersagliato passivamente dai messaggi pubblicitari, mi sono soffermato in particolare su due spot apparsi quasi consecutivamente sullo schermo.
Uno è di Gillette Mach3 Power, l’altro di Wilkinson Quattro, due aziende competitors.

Sono rimasto sorpreso quando mi sono accorto di avere avuto una percezione differente tra il primo ed il secondo annuncio, sia per quanto riguarda il prodotto che per il brand in generale. Improvvisamente una delle due aziende mi è sembrata più credibile dell’altra.
In pochi secondi ho analizzato le differenze tra i due annunci ed ho scoperto il segreto: Alberto Lori.

Voce amica e rassicurante, famoso per essere la voce di Super Quark e di altri documentari. E’ per così dire una voce istituzionale, uno che dice la verità. Uno che non ti prenderebbe mai in giro.

Ecco un chiaro esempio di come l’attenzione ai dettagli nella struttura del messaggio può influire sulla sua percezione e quindi fare la differenza a livello di strategia comunicativa.

set 24






bambino kinderUn’operazione di marketing ha portato alla scomparsa definitiva di un’icona. Uno di quelli che chiameremmo mito. Un amico sincero e silenzioso che ha accompagnato almeno 2 generazioni di ragazzi di varie parti del mondo, durante la fase dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ecco il comunicato stampa ufficiale:

A quasi quarant’anni dal suo lancio, Kinder Cioccolato – il capostipite di una famiglia di prodotti che nel tempo si è arricchita di tante specialità – cambia look e si propone con un nuovo packaging, dove spicca soprattutto il nuovo testimonial.

Il sorridente ragazzino è di Bologna ed è stato scelto dopo un accurato casting: non era facile, infatti, trovare il volto “giusto” che riproponesse i tratti somatici del precedente testimonial nel quale si riconoscessero non soltanto i giovani italiani, ma anche quelli stranieri, visto che Kinder Cioccolato è un prodotto internazionale.
A rinnovare il look, più moderno e dinamico, anche il restyling della colata di latte, elemento grafico che caratterizza tutte le confezioni e la comunicazione dei prodotti Kinder, da sempre elemento distintivo della linea dei prodotti a marchio Kinder e sinonimo di sana alimentazione studiata per la crescita dei ragazzi.

Sulla rete si sono subito mobilitati i comitati di lotta per far rinsavire la dirigenza Ferrero e ridare il sorriso al vecchio testimonial (ormai diventato adulto).

Interessante vedere come reagirà la Ferrero, che intanto ha risposto alle innumerevoli email di protesta ringraziando per l’affetto e ribadendo la validità della decisione. Peccato si trattasse di un’email standard per tutti.
Sicuramente non siamo davanti ad un esempio di azienda vicina ai consumatori.

set 23






Chiunque prima o poi ha un’idea geniale.
Questo è il punto fisso dell’eclettica agenzia pubblicitaria americana Adcandy che consente ai suoi utenti di partecipare alla produzione delle campagne.
Il pubblico può contribuire inviando le proprie idee pubblicitarie, che verranno prese in considerazione dallo staff dell’agenzia, e che potranno anche essere proposte alle aziende interessate.

La gente vuole partecipare in ogni forma di cultura. Perchè non farlo anche nel settore commerciale? così Per Hoffman, fondatore di Adcandy motiva la sua idea.

In cambio delle idee, agli improvvisati pubblicitari viene pagato un compenso tra i 50 ed i 500 dollari. Non è tantissimo ma Hoffman spera di aumentare i premi man mano che l’agenzia cresce. Eppure la gente sembra non interessarsi tanto dei premi. A quanto pare il solo poter esprimere le proprie idee e sognare di vederle realizzate è una motivazione più che sufficiente per partecipare ai contest che vengono organizzati continuamente da Adcandy.

Per la serie l’importante è contribuire.

Fonte: Wired.com

set 19






Dal 19 al 25 giugno si è svolta la premiazione del 52° Festival Internazionale della Pubblicità nella cornice abituale di Cannes.

Molto interessanti le opere vincitrici degli ambitissimi Leoni.

Cannes Lions 2005
Ps: consiglio vivamente il bookmark del sito, da centellinare respirando creatività a pieni polmoni ogni volta che il grigiore ci opprime