Ieri sera, alle 23.30 circa è morto Piergiorgio Welby a seguito di una crisi cardiocircolatoria conseguenza del distacco del respiratore artificiale.
Questo evento andrebbe festeggiato, non ci dovrebbe essere spazio per le lacrime se non di gioia. Non per la scomparsa dell’uomo eccezionale, bensì per il simbolo di ciò che ha rappresentato in questi 88 giorni. Dalla lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fino a ieri sera, quando un anestesista ha eseguito la volontà del vice-presidente del’Associazione Luca Coscioni di interrompere l’accanimento terapeutico nei suoi confronti, pur sapendo di rischiare fino a 15 anni di carcere per omicidio colposo.
Sorridiamo, Piergiorgio Welby è morto ma ovunque sia in questo momento sono sicuro che non sta soffrendo quello che ha passato nell’inferno della sua malattia.
Tornerò sull’argomento…sicuramente

