Chiudi il becco!

Sottotitolo: Quando c’era la libertà d’espressione.

L’ennesima dimostrazione dell’arroganza di alcune aziende nei confronti dei suoi interlocutori (non solo consumatori) si è avuta recentemente quando il Tribunale di Alba ha intimato a Stefano Bonilli (direttore del Gambero Rosso) di cancellare un post dal blog Papero Giallo per lesa reputazione di un prodotto e dell’immagine dell’azienda produttrice.

La richiesta viene dalla Distilleria Levi Serafino produttrice della Grappa Levi. Di quali colpe si sarà macchiato il blogger (nonchè giornalista professionista)?

Ipse Scriptit (non so se si dice così) :

(…) le sue bottiglie, con etichette disegnate a mano, sono diventate famose nel mondo. Ma qui non stiamo parlando di un pittore ma di un produttore di grappa e allora bisogna anche aggiungere che bere un sorso della grappa di Romano Levi vuol dire bere un sorso di alcol metilico, il che ha ben poco di ecologico. Bisogna dire che dal suo vecchio alambicco (forse è troppo vecchio?) a fuoco diretto esce una grappa che, con un eufemismo, definiremmo “pesantissima” e che le etichette saranno anche belle ma la grappa no, non è “bella”. Provare per credere.”

Poche semplici considerazioni:

  • Le aziende sono lontane anni luce da quello che io (e per fortuna non solo io) intendo per comunicazione d’impresa
  • Simili atteggiamenti censori si possono trasformare in clamorosi boomerang contro l’azienda. Nonostante io non sia un consumatore di grappe et similia, sarò pronto a sconsigliarne l’acquisto se si dovesse verificare la situazione
  • Censurare un blog, e censurare in generale, mi sembra una soluzione in barba alla Costituzione ed ai principi che la ispirarono 60 anni fa (ma di questo aspetto abbiamo esempi ben peggiori)
  • Comprendo la rosicata tremenda dell’azienda nel leggere quelle parole, ma quando certe cose te le dice una pubblicazione così autorevole qualche campanello d’allarme deve scattare
  • Piuttosto avrei contattato amichevolmente l’autore di tale commento per consigliare un assaggio più approfondito. Magari con un invito a visitare gli impianti di produzione e considerare le sue critiche come base di partenza per una eventuale miglioramento del prodotto. Questo è il marketing positivo!

Quando capiranno che il cluetrain non scherzava affatto?

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