Business Blog? E chi ci crede?

Più o meno 10 mesi fa scrivevo a proposito della mia probabile tesi sul business blog.

In questi dieci mesi sono cambiate un sacco di cose, in particolare ho assistito all’eclissi della mia visione idealistica della comunicazione online. Vado al punto: non credo più nei business blog!

Il cluetrain manifesto sarà pure un documento carico di speranze e di buone intenzioni ma ogni tanto bisogna scontrarsi con la dura realtà e scoprire che fondamentalmente le aziende se ne sbattono di aprirsi ai consumatori, sentirne i consigli ed assecondarne le esigenze.

Ho visto aziende usare i blog come un detersivo per lavare le magagne, ho visto aziende chiamare blog degli ibridi che non saprei come definire, ho visto i guru della blogosfera nostrana diffondere il verbo della comunicazione pulita, riempirsi la bocca di parole come tools, brief, target e riempire in realtà solo le proprie tasche. Ho visto questi predicatori che arringavano il pubblico profumatamente pagante e lo ammonivano sugli errori da non commettere, e poi, una volta tornati a casa propria, stuprare l’etica aziendale di cui tanto amano riempirsi la bocca ed abbandonarla come una prostituta all’angolo della strada. In totale devozione al primo comandamento: fate come dico ma non fate come faccio.

Come potevo ancora credere in quei princìpi dopo questo scontro frontale? Come potevo scrivere una tesi di laurea su un argomento in cui non avevo fiducia?

Anche per questo ho abbandonato il blog al suo destino. Non lo sento più mio. Sento che qualcosa del nostro legame si è rotto e ci trasciniamo a vicenda finchè dura.

Intanto le cose sono andate avanti, sto attraversando un periodo positivo da diversi punti di vista. Mi hanno accettato un progetto di tesi che mi sta entusiasmando non poco. Sempre in ambito pubblicitario ma molto più convenzionale. Poi ci sono progetti nuovi e diverse idee da realizzare.

Hasta luego

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