I grandi manager di casa nostra (l’ironia non è troppo velata) continuano a sfornare novità in anteprima mondiale.
Repubblica.it di oggi ha pubblicato un’intervista all’amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero.
Il brillante dirigente dell’ex monopolista delle telecomunicazioni ha parlato di due importanti novità per gli abitanti dello stivale:
nei prossimi mesi cominceremo a offrire ai nostri abbonati alla Dsl i collegamenti a 20 mega. E l’intenzione è quella di arrivare a una specie di standard a 20 mega nei collegamenti a Internet. E questo significa che su quei cavi può passare la televisione e tutto quello che vi può venire in mente.
Capito? Su quei cavi può passare la televisione. Già comincio a rabbrividire, dopo il fallimento del Digitale Terrestre appena sussurrato dai media tradizionali, ma denunciato dai pochi che fanno informazione corretta, vogliono riproporcela in ogni salsa. Ma ho detto che si è parlato di due novità :
a febbraio, in occasione delle Olimpiadi di Torino, monteremo una stazione sperimentale che trasmetterà appunto (a dei telefonini speciali) a 20 mega o anche di più”.
e ancora
Con una tecnologia del genere i contatti fra le aziende e il loro personale che lavora in esterno diventano in pratica istantanei, e quindi spedire via telefonino (o via connect card a un notebook, a un palmare) disegni, progetti, immagini sarà un’operazione di pochi decimi di secondo. Le ripeto, stiamo per entrare in un nuovo mondo. Un mondo dove saremo sempre seguiti da questa banda a 20 mega. Il che significa che potremo “essere” ovunque (via telefono o via cavo) senza ritardi di tempo, senza lunghe attese.
Insomma verremo inseguiti da questi 20 Mega costantemente puntati addosso per far si che i contatti tra le aziende ed il personale che lavora in esterno siano istantanei. Mi si perdoni il termine ma sticazzi che le aziende possono comunicare più velocemente, o che mi si vendano le partite anche sul cellulare. In un mondo di geni e scienziati che si battono per ridurre il Digital Divide, come Negroponte che ha proposto recentemente il computer a 100 dollari per i paesi in via di sviluppo, da noi continuano a sfornare tecnologie che aumentano questo gap.
Ma non basta: utilizzando un linguaggio della vecchia scuola imprenditoriale parlano di anteprima mondiale quando la realtà è ben diversa.
Concludendo la parte più tragicomica è che
Insomma, di fatto nel 2008 l’Italia entra davvero nell’era della società multimediale.
Considerando che siamo già indietro di diversi anni rispetto ai paesi industrializzati è una prospettiva che non promette nulla di buono. Ma esiste ancora il senso del pudore?


dicembre 5th, 2005 at 22:28
i timori di enzo sono giustificati. C’è già un accordo fra mediaset e telecom per la televisione sul web. Per fortuna, queste materie di legge sono regolamentate a livello europeo. L’antitrust continentale farà di tutto per liberalizzare la rete. E una rete “libera” diverrà la nuova città della conoscenza. Ecco perchè 20 mega paradossalmente sono un’opportunità . Un’opportunità per trasmettere contenuti, cultura, scienza; pensate alle lezioni in video conferenza che potranno seguire dall’africa. Pensate acorsi di lingua ed altri contenuti trasmissibili. Così, internet può davvero accorciare le distanze. Il presupposto è ce la rete sia libera e concorrenziale.
dicembre 5th, 2005 at 22:43
Il problema del digital divide sembra non interessare a queste persone, fortemente indebitate e quindi in cerca sempre di qualcosa di nuovo da proporre perchè il nuovo gioca sull’ignoranza delle persone (vedere quante persone hanno comprato il digitale terrestre senza sapere che lo switch off non potrà mai avvenire nel 2006 perchè non ci sono i presupposti). Il problema vero è che queste teconologie sono sempre e solo al servizio dei più ricchi e inoltre dei più ricchi che vivono nelle metropoli. Il rischio è avere metropoli StraInterConnesse, dai treni superveloci alle nuove tecnologie e paesi circostanti sempre più esclusi con conseguente aumento di problemi anche a livello sociale.